
IL TALENTO DI MARGHERITA
Margherita Fiori ha sessant’anni e agli altri è sempre sembrata una donna senza qualità. Impiegata al tribunale, immersa nei suoi appunti costellati di piccoli schemi, per anni ha continuato a essere dipinta come la etichettavano a scuola: stramba, distratta, poco portata. Solo più tardi ha dato un nome alle varie etichette: dislessia.
Un ostacolo, ma anche un modo diverso di leggere il mondo. Margherita non segue le righe, le attraversa, e facendolo vede crepe dove chiunque vedrebbe muri, sente le stonature nelle versioni troppo perfette. Poi c’è il desiderio. Quello che ritorna quando meno te lo aspetti. Tra una chat e un appuntamento al buio, Margherita riscopre il corpo, il gioco, la libertà di scegliere. Ogni incontro è un piccolo azzardo, ogni carezza una dichiarazione.
Non è mai troppo tardi per sentirsi viva. Ma è in questo tempo nuovo che riaffiora il passato, nella figura del magistrato Pietro Pecorari. Grande amore della giovinezza, con lui Margherita aveva condiviso il letto e molti casi, aiutandolo a risolverne la maggior parte grazie al suo insospettabile talento. Dopo venticinque anni, Pecorari le chiede una mano per venire a capo della misteriosa morte di un professore universitario.
Sembrerebbe trattarsi di un suicidio, eppure troppe cose non tornano. A partire dalle frequentazioni del professore.
Il talento di Margherita è un romanzo arguto e irriverente in cui la trama gialla diventa un manifesto gioioso sulla seconda età, sul diritto al piacere e sulla forza di uno sguardo fuori dalla norma. Viola Veloce mette in scena un’eroina anti-tradizionale, una donna che vede ciò che sfugge agli altri, e che proprio per questo riesce a scovare, tra le crepe delle storie e delle persone, la verità più scomoda e al tempo stesso più sincera.
Dal 21 aprile in libreria