
Oggi è uscito per Feltrinelli il mio ultimo libro, un giallo, in cui prendo un po’ in giro gli uomini in andropausa. Mi ha sempre fatto un po’ arrabbiare il fatto che tutti si sentano autorizzati a parlare della biologia del corpo femminile: quando la donna è fertile, e quando invece smette di esserlo e va in menopausa.
Mi ricordo che i miei colleghi, quando ho compiuto cinquant’anni, facevano continuamente battute appena dicevo di avere caldo, in cui sogghignavano: “È la menopausa…”. Secondo me era colpa un cattivo sistema di areazione – soffocavamo tutti – ma la risatina non me la risparmiavano.
Adesso tocca a voi, cari amici uomini, nel libro di parla anche di voi.
È arrivato il momento in cui anche noi donne possiamo fare qualche battuta sulla biologia maschile…
Il libro è un giallo, per carità, non un trattato sul corpo umano. La protagonista sessantenne, Margherita, si occuperà di risolvere il caso di un professore della Cattolica di Milano trovato impiccato nella sua stanza in università.
E intanto si iscriverà a Tinder per cercare un nuovo compagno, incappando negli “incidenti” che possono succedere a sessant’anni… Non dico di più.
Si ride, e molto. Fidatevi.
Ah, dimenticavo: Margherita è dislessica. Riuscirà a trovare il modo per “ingannare” la dislessia che ne ha fatto una scolara mediocre, e diventerà un’esperta di quelle che oggi si chiamano mappe mentali – “piantine” negli anni novanta – per risolvere gli omicidi su cui indaga.