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Elogio dell’anarco-italiano (che dopo il Covid sta anche cercando di redimersi)

Bisogna dire la verità: non siamo un popolo che ama ubbidire. Gli italiani sono dei ribelli: non ci piacciono le regole e ci dà fastidio se qualcuno entra nelle nostre vite quotidiane con troppe normative e divieti che ci mandano subito in bestia.

Però adesso, con il Covid, stiamo facendo tutti un immenso sforzo nazionale per seguire – alla lettera – quello che il governo centrale e quelli locali ci chiedono di fare, con tanto di cartellonistica e segnalazioni.

“Non sederti lì!”

“Per uscire dalla metropolitana passa di là e non di qua!”

“Non usare gli armadietti pubblici della piscina comunale!”

“Segui i percorsi guidati per entrare e uscire dagli ospedali!”

Insomma, l’Italia è diventata all’improvviso un paese dove non puoi più fare quello che ti pare, ma devi capire se sei entrato dalla porta giusta per rinnovare la carta di identità in comune o fare gli esami del sangue in ospedale.

Ci stiamo provando tutti a fare i bravi, ma anch’io faccio fatica ad adattarmi alla nuova regolamentazione, anzi spesso non la capisco, tanto è lontano dalla mia natura ubbidire a regole o imposizioni.

Perché noi italiani siamo anarchici, non ci fidiamo di nessuno e tanto meno dello stato, vorremmo fare solo quello che pare a noi, forse perchè siamo stati dominati da potenze straniere fino alla recentissima Unità di Italia, nel 1861.

Eravamo abituati a disprezzare gli stranieri che ci governavano, come del resto loro disprezzavano noi.

Non mi ricordo più chi lo abbia detto (forse il solito Barbero), ma la generale mancanza di autostima che affligge gli italiani è il risultato del fatto che (dopo tanti anni di dominazioni) abbiamo assunto dentro di noi il “punto di vista” degli stranieri che ci governavano e probabilmente ci disprezzavano anche un po’.

Con questo non voglio assolutamente unirmi alle campagne di marketing nazionaliste di Salvini sulle mozzarelle ITALIANE, i panzerotti ITALIANI, l’olio buono pugliese ITALIANO, e via discorrendo.

Trovo abbastanza ridicolo appellarsi a un inesistente orgoglio italiano per lisciare la nostra malconcia identità nazionale, usando l’OLIO D’OLIVA per tirarci su di morale, e magari spingerci a votare LEGA che è un PARTITO ITALIANO COME LA MOZZARELLA PUGLIESE.

Detesto il sovranismo e cioè l’idea che una nazione possa essere meglio di tutte le altre, e voglio al contrario fare un atto di stima verso l’anarco-italiano che diffida sempre un po’ di chi lo governa, e che non dovrebbe mai smettere di farlo.

Quando tutta l’Italia si è fidata – volente o nolente – di Mussolini, siamo finiti in guerra e (di fatto) l’abbiamo persa. Il conformismo non porta da nessuna parte. Purtroppo, noi italiani riusciamo a fare contemporaneamente la parte dei manipolatori ossequiosi (come eravamo con i nostri dominatori) e quella dei ribelli anarchici che diffidano di qualsivoglia regolamento (anche quello su dove bisogna sedersi in metropolitana).

E io dico: evviva la diffidenza, evviva le critiche, evviva le ribellioni implicite o esplicite, perchè le nazioni che mettevano al primo posto l’UBBIDIENZA alle regole hanno combinato GROSSI GUAI, vedasi il nazismo e i campi di concentramento.

Certo, noi italiani siamo stati fascisti, ma non saremmo mai riusciti a mettere in piedi un progetto di sterminio di massa, perchè ci saremmo ribellati: troppo anarchici per ubbidire agli ordini di uno psicopatico.

Anche in Italia ci sono stati dei campi di concentramento e transito verso la Germania (35, neanche pochi) e siamo colpevoli ANCHE NOI per avere collaborato attivamente con i nazisti.

Ma alla fine, lo diceva anche Hannah Arendt, ne “La banalità del male“, gli italiani sono per davvero “brava gente” e sono stati tantissimi quelli che hanno dato protezione agli ebrei (nelle loro case), disubbidendo agli ordini di Hitler e di Mussolini, che invece avrebbero voluto la consegna alle forze dell’ordine di tutti gli ebrei italiani, nonché dei Rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova e dei dissidenti politici.

Gli italiani sono un grande popolo quando si rifiutano di ubbidire alle regole e seguire l’ordine prestabilito.

Da dove viene la nostra IMMENSA CREATIVITÀ se non dalla nostra capacità di mettere tutto e tutti in discussione? La nostra libertà di pensiero ha prodotto esseri umani come Galileo che nulla hanno a che vedere con una come Giorgia Meloni che propone un’idea dell’Italia a livello di quella della MOZZARELLA di Salvini.

Ecco, la mozzarella la mangiamo volentieri anche noi, ma l’Italia di cui vale la pena di parlare è quella che si conforma a fatica a chi la governa, ma poi produce geni e creativi, nonché industrie meccaniche che esportano le loro macchine in tutto il mondo.

E appena gli italiani sentono il profumo di qualcuno che prova a COMANDARE, sono i primi a buttarlo giù. Vedasi la fine di RENZI e quella che sta facendo SALVINI, dopo il tentato golpe dell’anno scorso al Papeete. Il tentativo buonista delle MOZZARELLE è patetico.

Insomma, essere degli anarco-italiani ha anche i suoi lati positivi, che meritano assolutamente di essere coltivati.

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