Archivi tag: odio

Lettera a Stefanella, la mia odiatrice personale

Non capita a tutti di avere un hater – odiatore, anzi odiatrice nel mio caso – personale, visto che la mia è una donna.
“Triste privilegio, mi creda” avrebbe detto Flaiano, ma c’è una stronza che mi sta inseguendo su Amazon con un profilo falso e un bruttissimo nome di fantasia – Stefanella – e sta mettendo UNA stella a tutti i libri che ho appena pubblicato.

La mia odiatrice correda le sue MONOSTELLE con una serie di insulti ad personam (insinua persino che io non sia sana di mente) e invoca addirittura la possibilità di mettermi MENO DI UNA STELLA.
Scrive infatti: “Meno di una stella non si può, ma questo scritto è davvero pessimo”.

Nella sua ultima recensione titolata: “Pessimo libro” che si apre con il contrito dispiacere per non poter emettere giudizi ulteriormente negativi, scrive anche: “Questo terzo volume supera ogni limite al ribasso”. Frase il cui contenuto è forse un po’ oscuro (sembra quasi un termine borsistico), anche se non è difficile capire cosa la cara Stefanella voglia dire: “Peggio di così, non si può!”.

Ma anche se quello che scrivo è MERDA, la nostra Stefanella (che deve avere l’abbonamento a Kindle Unlimited) non si stanca di leggerla. Le sue MONOSTELLE infatti impazzano, anzi, tutte le volte dice qualcosa del tipo: “Basta, non voglio più leggere questa robaccia!”, ma poi compra anche il libro seguente e scrive: “L’ho letto solo per vedere com’era la serie nel suo complesso” e quindi conferma i suoi giudizi precedenti: “Libri bruttini e piuttosto stupidi”.

In realtà, perchè qualcuno non pensi che sia un hater, Stefanella aveva dato al primo libro della serie ben TRE stelle (bacio la mano), ma solo per non dare adito a sospetti: il suo giudizio è imparziale, prova ne sia che all’inizio mi aveva lasciato un piccolo spiraglio di speranza (“il primo libro era leggibile”, sempre secondo le sue parole), che poi però ha subito chiuso, con spirito magnanimo e imparziale: “Certamente, ho capito la tipologia di questa serie: pessima. Non credo che leggerò il quarto episodio”. E qui si chiude l’avventura del Signor Bonaventura.

BOCCIATA, SONO STATA BOCCIATA E PER SEMPRE! Senza nessuna possibilità di riprendermi, senza esami a settembre, senza nessuna chance anche postuma di redenzione.

Ecco, vorrei spiegare a Stefanella – che di sicuro mi segue sui social e legge tutto quello che scrivo- che la mia serie è basata sull’opera di un antropologo francese (René Girard) che ha studiato per tutta la vita il comportamento delle folle (“mob”, in inglese, da qui la parola mobbing, che vuol dire perseguitare).
Le folle hanno infatti la tendenza a perseguitare insieme un capro espiatorio che ha la funzione di compattarle (TUTTI perseguitano UNO SOLO) ma anche di consentire l’espressione dell’aggressività da parte dei singoli componenti della folla.

Il fatto di essere tutti insieme rende in un certo senso ANONIME le persecuzioni, perchè in realtà nessuno vuole fare vedere che la mano che lancia il sasso è la SUA.
E quello che adesso succede sui social (non su tutti, ma su molti) è che si può ODIARE senza svelare la propria identità. Si può quindi perseguitare qualcuno in forma anonima e VIGLIACCA, esattamente come succede quando una folla lapida un capro espiatorio. Le mani che lanciano le pietre sono sempre mani anonime, perchè nessuno avrebbe il coraggio di prendere da solo a sassate qualcuno, guardandolo pure negli occhi.

Manca solo un ultimo passaggio: come viene scelto un capro espiatorio? Beh, la prima condizione è che nessuno si alzi a difenderlo. Il capro espiatorio deve essere isolato, possibilmente da solo, ma soprattutto deve essere DIVERSO DAGLI ALTRI. Deve distinguersi dagli altri, perchè se è uguale al branco, non sarà facile stimolare l’aggressività nei suoi confronti.

Ecco quindi che sono diventati capri espiatori (attaccati da tutti) persone come Roberto Saviano e Selvaggia Lucarelli, che secondo me dicono delle cose di buon senso, ma quasi sempre in controtendenza.

Anche io, nel mio PICCOLISSIMO, sono percettibilmente diversa dal mainstream, se non altro per una certa sincerità che mi contraddistingue e perchè scrivo libretti strani che appartengono al genere dello Humour nero, che non è detto che piaccia a tutti, ma ha il suo piccolo seguito.

E qui ritorno alla mia odiatrice personale che ha trovato qualcuno contro cui lanciare la pietra (in forma anonima, naturalmente) e togliersi quella bella soddisfazione di poter scrivere che qualcuno è una MERDA senza dover dire che lo ha scritto lei (con nome e cognome).

Son soddisfazioni anche queste, MINUSCOLE, certo, non per niente l’hater di Crozza (Napalm 51) era uno sfigato che stava a casa con la mamma mentre postava le sue cazzate.

Ma in fondo, cara la mia Stefanella, devo in un certo senso ringraziarti, perchè se ho un hater, allora vuol dire che sto cominciando a farmi notare: se fossi una sfigata qualunque, come te, mi avresti sicuramente lasciato in pace.

MOLTI NEMICI, MOLTO ONORE. Lo diceva Mao Tse Tung che era un criminale, ma un criminale di successo.
Aveva vinto una guerra civile e di nemici se ne intendeva.
Se non hai nemici, non sei nessuno. E gli hater non sono nessuno.





 

Contrassegnato da tag , ,