Sosteniamo il dissenso

Sappiamo tutti che la critica letteraria (e non solo) in Italia è profondamente e intrinsecamente marchettara.

Non è obbligatorio essere dei marchettari, sia chiaro.

Negli Stati Uniti, per esempio, i critici fanno paura. Stroncano uno spettacolo, un libro, un film, adesso anche i ristoranti, e tutti li temono.

In italia, invece, vi sfido a ricordarvi l’ultima volta che avete letto una stroncatura di qualcosa.

IMPOSSIBILE.

Nessuno stronca nessuno. Le case editrici hanno gli uffici stampa che trattano bene i critici, i quali a loro volta trattano bene i loro libri.

E sto parlando della carta. Editoria cartacea e stampa cartacea.

Ma siccome anche le case editrici hanno capito che c’è il web, hanno cominciato ad assoldare recensori 2.0 che vanno in giro a dare 5 stelle su Amazon o gran bei voti su IBS ai libri/ebook pubblicati da loro.

Il dissenso ormai è affidato ai lettori, che spesso scrivono meglio degli scrittori, e affidano al web le loro critiche.

Ho una passione perversa per quelli che danno UNA stella su Amazon, e in genere li vado a leggere.

Sono spesso molto divertenti, e io clicco su “Sì”, quando Amazon mi chiede: “Questa recensione ti è stata utile?”.

Fatelo anche voi. Sono tutte molto divertenti.

Ve ne copio qualcuna, senza fare nomi e cognomi.

Esilaranti.

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La trama è di una banalità imbarazzante. Il protagonista è talmente antipatico da spingermi a tifare per tutti i personaggi a parte lui. Grande prosa: “La diretta consentì a tutta l’America di seguire l’udienza in diretta”. Sono sinceramente senza parole per i giudizi positivi, ma non siamo tutti uguali. Fortunatamente.

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Abbiamo due personaggi: uno giovane, uno anziano, amici. Per buona parte del libro si ritorna su questo fatto, sono amici, sì lo abbiamo capito, sono amici.
Il vecchio ha avuto una relazione con una ragazza, una relazione inappropriata, l’amava, sì l’amava e per buona parte del libro si ritorna su questo fatto, l’amava, sì lo abbiamo capito, l’amava.
I personaggi di contorno sono tratteggiati grossolanamente e, chissà perché, hanno sempre caratteristiche di sgradevolezza. Un esempio: “Perché non mi dici tutto? Io ti dico tutto. Tra l’altro, ho avuto mal di stomaco tutto il pomeriggio, Ero pieno d’aria, ho dovuto perfino chiudermi in ufficio e mettermi a quattro zampe per scoreggiare, tanto mi faceva male. Vedi che io ti racconto tutto?”.
E la svenevolezza delle descrizioni: “Si mise a ballare: ballò nel corridoio, ballò fino al salotto, ballò sulla terrazza. Ballava ebbra di felicità, era al settimo cielo”, e ancora: “Ogni volta che lei si avvicinava, un dolce brivido attraversava il corpo di Harry”.
Allora io mi chiedo, è un problema del traduttore o in realtà l’autore scrive meglio di così: un dolce brivido!!!!??

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Prendere una parte della serie tv medium , una parte di criminal minds, e mischiare, aggiungendo il massimo di inverosimiglianza possibile: questo è il libro. Inverosimile e assurdo!

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Un minor approfondimento dei particolari cruenti sarebbe ben accetto e allontanerebbe l’idea che il vero psicopatico sia lo scrittore… Anche il ritmo non è fluente, consiglio di studiarsi Preston&Child per imparare a trasmettere la vera suspense e non disgusto per la violenza gratuita passata minuziosamente al microscopio. Di sicuro non leggerò il seguito, ma il mondo è bello perché vario.

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La scrittura è sciatta e banale, addirittura con sciocchi errori grammaticali che neanche uno studente di seconda media: “… di questa ragazza me ne innamorai”, “… sebbene di ciò non ne abbia le prove…”.
C’è poi un abuso di termini come “costei” e “il sottoscritto” che ricordano l’eloquio del ragazzo di campagna che vuol fare il raffinato.
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Basta con queste scopiazzature, basta con gli allungamenti del brodo: qualità non è quantità. Fatevi venire delle buone idee vostre ma, innanzitutto, imparate l’uso corretto della lingua italiana. Non è un dettaglio.

VOTATE ANCHE VOI SI’ A : “TI E’ STATA UTILE QUESTA RECENSIONE?”.

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