Ci sto lavorando (sulla disintermediazione)

Diventerò ceca, mi tornerà il tunnel carpale, mi si bloccheranno del tutto le spalle, non mi potrò più chinare per raccogliere un fazzoletto, mio figlio soffrirà di una forma di autismo procurato da una madre sempre al PC, ma presto avrò risolto il rebus della disintermediazione TOTALE.

Sto aspettando proprio adesso che Amazon mi crei un linkino che porterà alla mia pagina di Autore (parlo di Amazon.com, ma il servizio arriverà anche da noi) dove vengono aggregati i Feed RSS del blog, i Twett, i video, le foto, la biografia, i libri pubblicati, eccetera. Nella sua pagina, l’Autore (gli americani lo scrivono maiuscolo) può discutere anche con i Lettori (un blog gratis, nella sostanza).

Ho anche passato un’oretta su Create Space per creare il mio libro cartaceo, che verrà venduto a circa 5 euro su Amazon (su richiesta: printing on demand). Con la stampa su richiesta, non ci sarà quindi più l’annoso problema dei resi, e 5 euro non sono poi questa gran cifra (sì, ci saranno i costi di spedizione, ma adesso c’è Amazon Prime).

Orsù, non sono un’idiota, e so che Jeff Bezos non è un benefattore, ma sta diventando un monopolista del web.

Lo ammetto quindi pubblicamente: il Signor Bezos è un “capitalista”, anche se a differenza dei nostri capitalisti nostrani non fa le orge con le nipoti di Mubarak, ma vive con la moglie e quattro figli nella solita villetta col giardino delle ricche periferie americane.

Quello che voglio dire è che la stampa e l’editoria cartacea/tradizionale hanno le ore contate. In particolare quella nostrana, dove ti fanno pagare 17 euro per un libro autopubblicato e dove le case editrici stampano 50.000 titoli l’anno, di cui almeno 45.000 destinati quasi integralmente al macero.

Presto, molto presto, i giornali diventeranno tutti social, cioè fatti dai lettori, così come lo diventerà anche l’editoria, disintermediata dagli stessi autori, che non vorranno più prendere il 7% sui diritti d’autore, ma il 70% (qualcosa di meno) che gli dà il Signor Bezos.

Saranno probabilmente social anche molte serie televisive che diventeranno web series, mentre invece tutto quello che costa UN BOTTO (vedi i film), non potrà che seguire la filiera tradizionale.

A questo punto qualcuno dirà: “Ehi, ma come diventeranno brutti i giornali fatti dai cretini che scrivono non c’è n’è”.

Vero, hanno ragione.

Ma la statistica insegna che per 1000 cretini che fanno errori banali, c’è un qualcuno che scrive più che decentemente.

Costui potrà pubblicare e dire quello che gli pare, senza NESSUNA INTERMEDIAZIONE.

Non ci sarà un redattore capo che gli commissiona l’articolo (o la marchetta) e gliela corregge.

Ci sarà solo un servizio web come WordPress che gli permetterà di dire e scrivere TUTTO quello che vuole.

Come poi riusciremo a trovare i geni che scrivono BELLE cose in mezzo ai milioni di cretini che fanno RUMORE è un altro tema.

Molto complesso, sul quale sono veramente senza parole.

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