La sfiga ai tempi dei social network

Voglio sostenere una tesi ardita: con i social network è finita la sfiga.

Tranqui, adesso argomento.

Dunque, io non sono nata digitale, ma lo sono diventata in età adulta (sono androidiana, se vogliamo proprio dirla tutta).

Ricordo benissimo i tempi in cui c’era solo il telefono, se volevi parlare con qualcuno.

Ricordo benissimo anche la gioia di quando mi comprai una segreteria telefonica, perché non volevo perdere quelle poche telefonate che ricevevo.

E se volevi conoscere qualcuno di nuovo, dovevi sperare che ti invitassero a una festa o a una cena, e poi dovevi aspettare che LUI (o anche lei), ti chiedesse il numero del telefono di casa.

Forse qualcuno si ricorda gli annunci che dicevano: TELEFONARE ORE PASTI.

Mi ricordo il batticuore di quando suonava il telefono: sarebbe stato LUI?

E l’angoscia di quando arrivavi a casa, sentivi suonare il telefono, correvi dentro, sperando che fosse LUI, e poi non riuscivi a rispondere in tempo. E non sapevi chi ti aveva chiamato.

Eravamo quindi tutti un po’ SFIGATI.

Conoscevamo poche persone, conoscerne di nuove era molto difficile, e anche l’invito per una festa arrivava per telefono, e se ti perdevi la telefonata, ti perdevi l’invito.

Mi ricordo che c’erano dei periodi in cui avevo l’impressione che nessuno mi volesse, perché era molto difficile mettere in moto degli ingranaggi sociali dove tu venivi riconosciuto come parte di un gruppo, e quindi ritenuta degna di un invito.

La società pre-social network era in realtà composta da clan, dove le persone si riunivano perché si assomigliavano (stessa città, stessa scuola, stesso reddito, stesso ceto sociale).

E se non ti davi da fare, rimanevi fuori dal clan. E ti sentivi uno SFIGATO.

Ma oggi chi si sente più sfigato?

Con i social network, sotto la cui categoria rubrico non solo i soliti Facebook e Twitter, ma anche i forum, i blog, eccetera, è molto facile incontrare persone – VERE – che hanno i tuoi gusti e le tue passioni, con le quali costruisci delle relazioni – VERE – basate su pensieri comuni e scambi REALI di opinioni su argomenti che ti interessano.

Io non credo che la socializzazione su internet sia solo virtuale, anzi, ci sono molti gruppi che nascono su internet e poi si incontrano, si conoscono, organizzare gite, discussioni, serate insieme.

Potrei fare milioni di esempi: dalle camminate in montagne, alle cene a casa di qualcuno che mette il proprio desco a disposizione, ai gruppi di auto-aiuto di donne e uomini che hanno qualche strana e rara malattia in comune e riescono a mettersi in contatto tra di loro  per aiutarsi e scambiarsi aiuti e consigli.

Tutto questo è FANTASTICO!

Non sono più una sfigata, no, e non lo è più nessuno che riesca a stabilire delle relazioni con persone che gli assomigliano, che hanno le sue passioni o i suoi problemi.

C’è solo un’UNICA e GRANDE  controindicazione all’esplosione sociale ANTISFIGA compiuta grazie alla rete: le persone che vorrei incontrare e conoscere sono TANTE e so che non riuscirò a vederle tutte.

Vorrei andare a Verona a passare un week-end con Salvo e la sua compagna, che non ho mai visto, ma ci siamo scritti tante email e ci siamo parlati al telefono.

Vorrei rivedere Marcello, perché fa delle fantastiche battute.

Vorrei rivedere anche Lollo, che conoscevo di persona, ma poi ho letto quello che scriveva sul web, e ho pensato: “Ehi, ma fa ridere sul serio!”.

Insomma, vorrei avere 1000 vite per incontrare e parlare con tutti quelli che ho conosciuto sul web o conosciuto MEGLIO sul web, scoprendo anche lati insospettabili di loro, perché quando si scrive, si è diversi da quando si parla.

E oggi, i social network, sono fatti ancora di PAROLE.

PAROLE SCRITTE.

Certo, sui social network ci sono anche le foto e anche i video.

Ma io amo molto le parole – amo anche i video e le foto – ma trovo ancora molto belle le parole.

Evviva quindi chi usa le parole!

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6 thoughts on “La sfiga ai tempi dei social network

  1. paola ha detto:

    Vero. C’è un’ altra controindicazione. Scoperto di non essere sfigata, e semmai assai meglio di quegli imbecilli del clan che ti facevano sentir fuori posto (a proposito, con facebook hai anche l’opportunità di ribeccarli e vedere che poi nella vita hanno combinato zero ), fai una fatica bestia a sostenere una conversazione mediocre e a farti amiche per una serata all’ultimo minuto .

    • Viola Veloce ha detto:

      Sì, una mia amica sosteneva che non c’è nulla di meglio che vedere come scrive una persona, per capire chi è. L’imbecille, sul social network, lo becchi subito.
      E la bocca sente tutti i sapori…

  2. Lollo ha detto:

    Ti sei dimenticata degli sfigati analogici. Quelli col modello “unificato bigrigio” a disco della Sip appeso al muro dell’ingresso e con il duplex. Alzavi la cornetta e c’era un angosciante silenzio. Io mi ricordo della vicina logorroica sempre al telefono (le urbane non erano a tempo) e di mia mamma (chiamava la SIP Stipel) che batteva la cornetta sul muro condiviso per avere la linea…

  3. Viola Veloce ha detto:

    Dio mio, il Duplex! Mi ricordo che a un certo punto si teorizzava che bisognava cercare la “vecchia” con cui dividere il Duplex, perché se no era una tragedia.
    Ma a chi non sapesse cos’è un Duplex, devo fare un veloce riassunto.
    La SIP (detta Stipel), ti faceva lo sconto se dividevi il doppino (filo telefonico) con una vicina di casa, a volte sconosciuta.
    Avevate due numeri diversi, ma lo stesso filo, e non si poteva telefonare contemporaneamente.
    Il mondo era diviso in urbane e interurbane, e quando facevi un interurbana, sudavi freddo, perché arrivavano conti anche da un milione di vecchie lire.
    E se tuo padre o tua madre ti beccavano che li avevi rovinato con le interurbane, a casa volavano sediate.
    Lollo, avevo dimenticato TUTTO!
    Tu come le Petites Madeleines di Proust!

  4. Sciarconazzi ha detto:

    Volendo ironizzare, anche in questi tempi di social network non mancano le occasioni per essere sfigati: basta impegnarsi! 🙂

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