La voce delle mamme che bloggano: Antonella Pfeiffer

Ho conosciuto in rete un’altra mamma, Antonella Pfeiffer, che mi ha gentilmente intervistato sul suo blog.

Prima di spararvi una mezza dozzina di link su Antonella, vorrei dire qualcosa di probabilmente abbastanza banale sulle donne che scrivono, su quelle che scrivono dei propri figli, e su quelle che scrivono dei propri figli sui blog.

La prima banalissima constatazione è che fino a circa dieci anni fa non c’era UNA SOLA DONNA – in Italia – che scrivesse sinceramente sulla propria maternità, ovvero che avesse il coraggio di dire che fare un figlio è ANCHE faticoso.

Siamo stati un paese sinceramente fascista e sinceramente cattolico, e anche se la Madonna era israeliana, credo che l’Italia sia seconda solo alla Polonia nel culto della Beata Vergine.

Forse qualcuno di voi ha avuto modo di ascoltare tutte le invocazioni alla Madonna che si fanno dopo i rosari di maggio, e che si concludono con “Maria vergine e madre immacolata“.

Naturalmente ho grande rispetto per TUTTI i credenti, ma bisogna ammettere che il nostro simpatico paese sia stato affetto più di altri da un’idea forse un pochino fuorviante della maternità, celebrata come asessuata e miracolosamente felice.

Il fatto che le donne fino a pochi decenni fa non fossero neanche particolarmente istruite – e quindi non scrivessero libri su di sé – spiega anche come sia stato possibile coltivare così a lungo la comune credenza che la maternità fosse un felice dono di Dio, accettato sempre con fervore e intima felicità.

Oddio, qualche voce fuori dal coro c’era anche in Italia, tra cui quella di Ernesto De Martino, antropologo italiano GENIALE E LUCIDO, che raccontava come nel Sud Italia ad occuparsi delle puerpere fossero le sorelle del marito, che vigilavano sulla neomamma e chiudevano tutte le finestre di casa per evitare che la poverina buttasse dalla finestra il bambino quando piangeva per le colichette.

Ma De martino era un uomo, e ci sono voluti molti anni per sentire la voce di una donna che raccontava quanto fosse faticoso occuparsi dei propri figli.

Credo che il PRIMO LIBRO di questo genere sia stato quello di una scrittrice canadese, Rachel Cusk, pubblicato nel 2001, che si chiamava: “A Life’s Work: On Becoming a Mother“.

Il libro è stato poi pubblicato in Italia da Mondadori nel 2009 con il titolo: “Puoi dire addio al sonno“, ma ormai la strada era stata aperta ed era nata anche in Italia quella che gli anglosassoni chiamano mumy-lit, cioè letteratura per mamme, che comprende sia le autobiografie, che i libri di self-help, che i romanzi sul tema della maternità.

Insomma, le donne hanno cominciato a parlare di sé da pochissimi anni, anche se in questi pochi anni le voci femminili sono diventate molto numerose e ormai anche l’ultimo dei pirla sa che cos’è la depressione post partum.

Non solo, le donne hanno scritto dei libri profondi e pieni di intelligenza sui loro figli anche quando i figli non erano dei felici frugolotti, ma ragazzini complicati come per esempio quelli autistici.

Non solo, le donne si sono anche ribellate alle stupidate psicanalitiche che le volevano  anche MADRI DI TUTTE LE SCIAGURE, a cominciare dall’autismo, che secondo le vecchie teorie sarebbe stato causato da un deficit attentivo ricevuto dai bambini nei primi mesi di vita.

Oggi l’autismo è stato finalmente riconosciuto come un disturbo neurologico, assolutamente indipendente dal comportamento della madre nei primi mesi di vita di suo figlio.

Ma non solo, gli uomini sono cambiati – entrano tutti, volenti o nolenti, nelle sale parto –  e hanno imparato a cambiare i pannolini.

E se la moglie è un po’ giù, non le chiedono di tirare due uova di pasta, ma magari scongelano loro la Zuppa del Contadino.

Insomma, le donne hanno finalmente imparato a SCRIVERE quello che pensano, e io sono contenta ogni volta che vedo una mamma che blogga e racconta quello che le succede.

Bene, lo fa anche Antonella Pfeiffer, da molti anni, su un blog che diventa sempre più grande e complicato.

Anche Antonella scrive sulle mamme, e anche lei pubblica libri self-published come molti di quelli che leggono questo blog.

Adesso vi sparo i link e la chiudo col pistolotto sulla Madonna.

Il sito che gestisce Antonella si chiama DONNE MAGAZINE 

I suoi libri, pubblicati su Amazon, si chiamano:

LA MAMMA PERFETTA

UN CASSETTO DEL CUORE

Se poi qualcuno, non pago di tutte le mie parole, volesse leggere la mia intervistina (che si conclude con un pensiero profondo sulle aragoste), CLICCATE QUI.

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