Islam, Twitter e Final Cut

thousands-of-new-fighters-joined-isis-in-syria-last-monthHo fatto vedere a mio figlio i video dei due ostaggi americani giustiziati dall’ISIS, il nuovo stato islamico che si è formato tra la Siria e l’Iraq.

L’umiliazione di una morte così tremenda, preceduta dal coraggio dei due reporter che leggono – così presumo – il discorsetto sull’Islam scritto dai terroristi, credo sia il più potente dei vaccini contro l’orrore del terrorismo islamico di ultima generazione, che mescola coltelli a Twitter e Final Cut.

Dei tre terroristi sospettati di aver ucciso i due reporter, uno viene considerato il responsabile dei social media di ISIS, mentre un secondo viene definito come hacker dalla stampa. Il terzo sospettato, è invece un rapper di naziolità inglese come gli altri due.

I tre boia – che pare  siano chiamati “The Beatles” dai commilitoni, in onore al paese di provenienza, l’Inghilterra – fanno parte della seconda generazione di immigrati in Europa dai paesi islamici. Ragazzi e ragazze che oggi stanno partendo per combattere nelle fila del nuovo esercito della Stato Islamico, che si vuole riprendere anche una parte della Spagna, in quanto stato appartenete al vecchio califfato andaluso dell’anno Mille (lo studiamo nei libri di storia).

Non voglio e non posso dire nulla di più di quanto non sia già stato scritto sull’orrore di quella morte ammannita con un coltello come se fossimo ancora nell’anno Mille: pieno medioevo.

Ma sono spaventata, perché i tre boia-Beatles hanno nuovamente coniugato barbarie e modernità.

Esattamente come fecero i nazisti settanta anni fa.

Hanno sgozzato due ragazzi e poi hanno montato il video usando un tool di montaggio, forse Final Cut, chissà, e hanno inserito anche qualche effetto speciale: la bandierina nera che sventola in un angolo del video.

Magari hanno usato un Mac, non lo so, ma di sicuro tutti e tre i ragazzi hanno un iPhone o forse un Samsung Galaxy comprato in qualche centro commerciale, e sanno come comunicare sul web. Lo sanno fare molto bene, anche perché sembra che dopo l’esecuzione siano nati 28.000 nuovi account su Twitter pro-ISIS.

I tre boia hanno sicuramente portato con sé dall’Inghilterra una buona riserva di Nike e Puma, perché nelle fotografie che circolano adesso dei combattenti stranieri affiliati all’ISIS, tutti di nero vestiti, non se vede uno che non abbia un paio di scarpe di ginnastica “marchiate”.

Anche su Youtube ho trovato un video su un affiliato inglese all’ISIS che andava in giro per la Siria con una giacca di Norh Face e che parlava usando termini da videogioco. Diceva di aver risposto al suo Call of Duty, il nome di uno dei videogiochi più popolari.

Eccolo qui.

Non ho molto altro da dire. Se non che l’orrore e la violenza ritornano sempre, non importa quale stadio di “civilizzazione” sia stato raggiunto.

Si può sgozzare un ragazzo che parla la tua lingua e usa un iPhone, esattamente come te, e poi caricare il video su Youtube.
La Sharia e le shopping mall sono coniugabili, anche se non lo ritenevamo possibile.
La modernità cosiddetta ha prodotto dei mostri trendy con le Nike che sgozzano dei ragazzi americani, che hanno forse lo stesso modello di Nike indossato da loro.

Orrore da medioevo e vizi occidentali.
Non riesco a metabolizzare una tale a-sincronia, lo confesso.

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