Il PD, questo sconosciuto

Non so cosa stia succedendo al PD, non so neanche se si chiami più così, non so neanche se me ne frega più qualcosa dell’ex-Partito Comunista Italiano.

Non passa giorno in cui non si legga qualche intervista di membri (o ex-membri?) del PD, ma ormai l’uomo della strada – io, per prima –  non capisce più quale sia l’argomento.

C’è una scissione? Forse sì, forse no, visto che sembra che sia stato formato solo un gruppo parlamentare, che si chiama (credo) MDP, che (credo) voglia dire Movimento Democratico Progressista.

Dei fantasisti, insomma, quelli che gli hanno trovato il nome. Perché allora non chiamare la nuova “cosa” ancora PD, che in questo caso sarebbe l’acronimo di “Progressisti Democratici”, come in un romanzo di Borges, o perché non chiamarla invece PDM: “Progresso, Democrazia e Movimento”?

Non vorrei però allontanarmi dal tema centrale dell’argomento: CHI SE NE FREGA DEL PD.

In Italia, nessuno, per davvero, vuole più sentire parlare di quel covo di serpenti, dove ognuno morde l’altro, in un groviglio (di serpenti) indistinguibili tra loro, sempre per il famoso uomo della strada.

Sì, ho solo un vago ricordo di qualcosa di verde – e non più ROSSO – che sventola dietro Renzi durante qualcosa (un congresso, una convention?) del PD.

Ma sono ricordi confusi, come quelli dei sogni, in cui non riesci a ricostruire perfettamente le scene.

C’era veramente Renzi che parlava di qualcosa (ma cosa?) con un drappo verde alle sue spalle?

Forse sì, forse no. Se era lui, mi sembrava solo un po’ ingrassato. Anche più triste.

Ma diciamoci la verità: non gliene frega più niente a nessuno, né di Renzi, né del PD, né del MDP, né di nulla che abbia a che fare con quel pastrocchio – anche comunicativo – che sono riusciti a fare con quell’ex-partito unito.

Non era forse Matteo Renzi un grande comunicatore? Oddio, non ricordo più bene. Tutti dicevano che fosse il migliore. Non so, non capisco, forse ho sbagliato io.
E se fosse un altro Matteo il grande comunicatore di cui parlavano tutti?

Quello di cui sono sicura – al 100% – è che il PD ormai galleggia come un cadavere in una palude, dove nessuno ha il coraggio di entrare per recuperarlo e portarlo a riva.

Il PD non è certo l’unico cadavere a galleggiare nella palude – ce ne sono un bel po’ di cadaveri – ma in questo caso, possiamo dire che non è stato un omicidio.
No, quello del PD è l’ennesimo suicidio di un partito che adesso vorrebbe andare al “centro”, come peraltro vogliono fare la metà dei partiti italiani.

Ma quanto spazio c’è al centro? Meno di quanto si creda.

Sorry for you, PD.

 

 

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