Il canone in bolletta: to be or not to be?

Non ho la televisione, PER DAVVERO. Perché, quando mio figlio era piccolo, aveva un unico grande obiettivo: passare le giornate a guardare i cartoni su Italia Uno.

Canticchiava sempre “Italia Uno…”, ed ero arrivata al punto sentire la musichetta di quel Jiingle mi mandava in bestia.

 

Fino a quando, una sera, non avevo preso una vecchia spazzola per i capelli con un bel manico duro, e avevo spaccato lo schermo della televisione a colpi di manico.
Robe da pazzi – è vero – ma almeno avevo smesso di sentire quel Jingle.
Mio figlio ha dovuto imparare a usare un computer – l’unico strumento dotato di uno schermo, presente in casa – per vedere i cartoni animati (e sono arrivate nuove dipendenze).
Ma il discorso che vorrei fare non riguarda quei bei colpi di spazzola dati alla televisione, ma la la televisione in quanto tale, e cioè l’apparecchio rotto che avevo portato in cantina.
Il vecchio Tv se ne stava lì da solo, in cantina, mentre io continuavo a pagare il canone
Fino a quando, un bel giorno, mi sono informata. Per smettere di pagare il canone bisognava mandare una raccomandata alla RAI che conteneva la ricevuta di un vaglia per una somma di circa 10 euro, in cui chiedevo alla RAI di venire a ritirare il mio vecchio apparecchio, che giuravo di non usare più.
Era stato complicato, ma ce l’aveva fatta.
Per UN ANNO sono riuscita a non pagare il canone della RAI, che tra l’altro non guardavo mai.
Nel frattempo, la mia vita era cambiata, perché era arrivato Netflix, per il quale pago VOLONTARIAMENTE il canone mensile (ma non voglio parlare di Netflix).

Il punto è che un bel giorno il canone è stato infilato nella bolletta della luce. E la mia vecchia dimostrazione di innocenza (la raccomandata in cui giuravo che la mia televisione era rotta) non è valsa più. Era necessario inviare una nuova raccomandata alla RAI in cui dicevo che non avevo la televisione, consapevole del fatto che se un ispettore (della RAI o delle agenzie delle entrate) fosse venuto a farmi visita a casa mia, sarei stata ritenuta PENALMENTE colpevole di aver mentito alla stato italiano.

 

Non so quale fosse l’ammenda – cento colpi di nerbo in Via Teulada, in diretta – ma siccome ero sicura di non avere più un apparecchio televisivo a casa, ho deciso di rischiare i colpi di nerbo, e ho mandato la raccomandata.

Pensavo che fosse sufficiente mandare UNA sola raccomandata, per poi avvisare la RAI quando avrei comprato una nuova televisione, ma così non era.
Bisognava mandare una raccomandata TUTTI gli anni, se volevi non pagare il canone della RAI. Allora mi sono arresa: “OK, PAGO IL CANONE, AVEVO VINTO VOI!“.

E ho smesso di oppormi all’iniquo balzello, anche se in un paese civile, il cittadino paga i servizi di cui usufruisce. E se non vuole guardare i canali televisivi nazionali, perché non gli piacciono, ha il diritto di non farlo (e non pagarli).

Peccato che in Italia, la legge preveda che la semplice possessione di una televisione faccia di noi degli spettatori d’elezione dei programmi della RAI.
In particolare di quei terribili TG Nordcoreani dove vengono narrate le gesta del Presidente del consiglio di turno.

Vengo al sodo: è stata di Renzi l’idea di infilare l’odiato balzello del canone nella bolletta, perché così lo avrebbero pagato TUTTI. Ed è stata una pessima idea, almeno dal suo punto di vista, perché gli ha sicuramente sottratto consensi e simpatie, così com’era stata la tassa sul macinato di Quintino Sella. Che aveva dato il colpo di grazia all’odiato governo della Destra Storica.
Bene, Renzi ci ha messo un annetto, ma alla fine lo ha capito: quella tassa infida, infilata in una bolletta, comminata per il semplice fatto di possedere una televisione non era piaciuta agli italiani.
E cos’ha fatto, allora? Con un colpo di genio e un colpo di reni, Renzi ha dichiarato (tre mesi prima del voto) che il PD è sempre stato favorevole all’abolizione del canone, una tassa iniqua!
Perdindirindina, gli ha fatto eco Orfini (presidente del PD), l’idea di abolire il canone RAI è una proposta storica del PD! Peccato però, come aveva poi aggiunto Renzi, che eliminare il canone della RAI significherà trasferire 2 miliardi all’anno alla RAI, con una spesa pubblica che è già di 830 miliardi. Miliardo più, miliardo meno…
Ma bando alle ciance: cosa sono due miliardi di spesa in più?
Renzi e Orfini mi hanno convinto. Voterò per loro, perché così non dovrò più andare in Posta a fare la raccomandata annuale per dire che non posseggo una televisione (poco importa che non guardi la RAI).
Anche se poi dovremo sborsare – tutti quanti noi italiani – altri due miliardi di euro per guardare Romina e Albano a capodanno che cantano “Felicità”.
Per favore, voglio una campagna elettorale più dignitosa. Questa fa schifo.

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