Non denunciatemi, per favore…

Domenica mattina. Io e Tommaso dobbiamo uscire per andare a una mostra.

Guardo le sue scarpe. Delle Nike sformate, comprate un anno fa in saldo, a 35 euro.

Tommaso era impazzito, quando le aveva viste:  zarrissime, quelle che si portano tutte aperte con una linguona che spunta fuori da sotto le stringhe slacciate.

Si era quasi inginocchiato da Scarpe e Scarpe per farsele compare.

Avevo ceduto. Primo acquisto di materiale MARCHIATO in tutta la sua vita.

“La mamma è povera”, gli dico sempre quando mi rifiuto di fare acquisti di roba marchiata, anche se lui pensa che io sia solo una stronza che lo odia e non vuole comprargli le Nike.

Ma quella volta aveva vinto. E Tommaso non si scollava quelle scarpe da un anno, ridotte a un paio di ciabatte che si trascinava in giro con un passo strascicato e pigro.

Odiavo quelle scarpe, le odiavo con tutta me stessa, e pensavo che gli avrebbero rovinato i piedi, oltre che la mia vita, perché ormai Tommaso non poteva quasi più correre o camminare con quelle ciabattate sformate e puzzolenti.

E così, domenica mattina le ho guardate ancora. Le ho fissate con odio. Le ho prese. Le ho buttate nella pattumiera.

E poi gliel’ho detto: “Tommaso, ti ho buttato le scarpe…”.

Lui mi ha guardato come se gli avessi tagliato un braccio: “Come, tu, mia madre, mi tagli un braccio?”.

Poi, piangendo, si è lanciato sulla pattumiera per cercare di recuperarle.

Ma io sono stata più svelta di lui.

Mi sono lanciata sul sacchetto, l’ho chiuso e l’ho agitato un po’ perché le scarpe si mescolassero alla monnezza.

Ma lui non si è fatto intimidire.

Ha cercato di afferrare il sacchetto per riprendersi le sue fetentissime scarpe. Urlava: “Ti odio!”, e la solita roba su quanto sono un mostro.

Io allora, un po’ per difendermi, un po’ perché non ne potevo più, gli ho dato una sacchettatta sulla schiena di rusco e scarpe, che lo ha finalmente spaventato e gli ha fatto capire che non avrei ceduto.

Poi gli ho detto la solita cosa: “Smettila, che ci sentono i vicini!”.

Ho il terrore che prima o poi chiamino il Telefono Azzurro e mi denuncino.

Allora lui è tornato in camera sua e ha cominciato a piangere: SOMMESSO MA DISPERATO!

Mi sono sentita una merda, avevo privato un pre-adolescente dai segni distintivi di appartenenza al gruppo.

Sono entrata in camera sua e gli ho detto: “Vestiti, che ti compro un paio di Nike”.

Non siamo andati alla mostra ma da Scarpe e Scarpe, dove gli ho comprato le Nike (che non sono lo sponsor di questo blog),  alla condizione che scegliesse un modello con le stringhe che si chiudono.

Le ha prese  grigie con i lacci azzurri.

E io ho buttato le vecchie schifezze.

Un passo avanti e uno indietro.

2 thoughts on “Non denunciatemi, per favore…

  1. bot ha detto:

    o – mio – dio….

  2. Nicola Losito ha detto:

    Mamma tira e molla… per amore.
    Nicola

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