Il figlio che volevo

Nell’Occidente in declino, ma ancora pieno di speranzose ambizioni, ho cercato di fare tutto quello che potevo perché mio figlio avesse la migliore delle educazioni.

Anche musicale, anche sportiva: un bambino sano, che faceva tanti begli sport, suonava almeno UNO strumento, e non mangiava schifezze.

Da cosa vogliamo cominciare?

L’educazione musicale?

Tommaso ha cominciato a 5 anni il corso di pianoforte con il metodo Yamaha.

Un metodo rivoluzionario, adatto ai bambini di tutte le età, che avrebbe formato il suo gusto, forgiato il suo orecchio musicale, fatto di lui un giovane e talentuoso pianista in erba.

Bene, ho dovuto ritirarlo dal corso dopo meno di dieci lezioni perché non voleva stare fermo a cantare le canzoncine insieme alla maestra (le dovevamo cantare anche noi a casa).

Ho aspettato allora un paio d’anni e ci ho riprovato: sempre metodo Yamaha, ma questa volta chitarra.

Due lezioni.

Sono passata al violino.
Corso per Orchestra.

Abbiamo comprato il violino.
Tommaso ha resistito per un anno, e un paio di volte ha tirato fuori il violino anche a casa per fare gli esercizi.
Il maestro si era raccomandato: si deve esercitare tutte le settimane! Almeno un paio di volte!
Ma sono bastati quei due strimpellamenti che ha fatto a casa per convincermi a non insistere più.

Con la musica abbiamo chiuso.

Adesso possiamo passare agli sport.

Tommaso in ordine ha frequentato corsi di:

  1. calcio
  2. pallavolo
  3. pallacanestro
  4. nuoto
  5. sub
  6. tennis
  7. kung fu
  8. arti marziali
  9. pattinaggio (su ghiaccio)
  10. sci
  11. canottaggio

Tutti i corsi sono stati abbandonati per mancanza di una vera passione.

Sì, Tommaso sa nuotare, sciare, giochicchiare a calcio, tennis, eccetera, ma non c’è nulla che lo abbia veramente conquistato.
Siamo ancora alla ricerca della pietra filosofale sportiva che trasformerà il giovane pre-adoloscente in uno scattante atleta.
Non si può neanche escludere che non venga inventato un nuovo sport che finalmente lo appassionerà!
Che ne so: la pesca a cavallo subacquea, mentre una lepre nuota davanti agli altri cacciatori guidandoli alla ricerca della preda, forse un tonno che deve essere arpionato.
Non lasciamo limiti alla Provvidenza.

Passiamo adesso al tema delle sane attitudini alimentari.

In casa nostra non sono mai entrate le famose merendine.
La parola Mulino Bianco scatenava nella madre del giovane pargolo delle crisi furibonde: “No, non te li compro i Flauti al cioccolato!”.

Risultato: il pargolo si comprava di nascosto, come un tossico, una montagna schifezze all’oratorio, tra cui un’untissima focaccia ripiena di Nutella.

Adesso Tommaso mangia solo porcherie, è leggermente sovrappeso, e gira sempre con degli spiccioli nascosti in tasca per comprarsi le Pringles o quegli altri intrugli avvelenati che a me fanno venire la pella d’oca.

OTTIMO LAVORO!
Mi complimento con me stessa.

Provaci ancora, Mam.

One thought on “Il figlio che volevo

  1. Nicola Losito ha detto:

    Io, invece, mi complimento con la mamma che le ha provate tutte… 😀
    Non demordere, i risultati arriveranno.
    Nicola

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