Un’involontaria visita ginecologica (sempre nel campo nudista)

Non pensate che i nudisti siano degli zozzoni pronti a poggiare le palle e la “cosa” sulle sedie degli altri o su quelle dei ristoranti, o addirittura sulla nuda spiaggia.

No, il naturista viaggia sempre con un asciugamano che appoggia dove poi poggerà il proprio pulitissimo sedere, senza spargere nessuna eventuale malattia venerea o fungina.

Sono passati gli anni ’80, in cui finii con un’amica su un’isola spagnola frequentata da fricchettoni.

Fummo avvisate che c’era un camping libre con una playa nudista, dove ci accampammo tra le cacche dei nudisti che giravano per cercare i cespugli meno frequentati (per depositare le cacche in questione), mentre noi due letteralmente abbaiavamo fuori dalla tenda per difendere i nostri cespugli dove avremmo fatto la cacca NOI (scusate, ma l’argomento mi piace, l’ho già detto).

Nell’unico bar della playa nudista tutti si sedevano rigorosamente nudi sulle nude panche – zozzissime – di legno.  Ricordo che io e la mia amica guardavamo esterrefatte (e un po’ schifate) tutte le palle appoggiate sulle panche luride, dove non avrei mai appoggiato non solo la “cosa”, ma neanche una mano infilata dentro a un guanto chirurgico.

Ebbene, tutto questo nei campi naturisti garantiti dal FKK non potrebbe mai succedere.

Ero infatti comodamente seduta, in un giorno dello scorso agosto, su una seggiola di plastica sulla quale avevo poggiato la mia salvietta, e stavo mangiando con i vicini di roulotte, quando è avvenuta la visita di cui vi parlerò.

Eravamo tutti nudi, tranne naturalmente Tommaso, in pantaloni e maglietta.

Poi, non so neanche’io com’è successo, si è rotta una gamba della seggiola dov’ero seduta, e io sono volata all’indietro, abbastanza dolcemente per non spaccarmi la schiena, ma aprendo completamente le gambe durante la caduta.

Anna, la vicina di roulotte che mi aveva invitata a pranzo, è corsa a vedere che non mi fossi rotta l’osso del collo.

E appena ha capito che non mi ero fatta niente, ha cominciato a ridere.

Rideva così tanto da non riuscire a parlare.

Ordunque, io avevo appena rischiato di farmi MALISSIMO, e lei rideva?

Poi, con le lacrime agli occhi, è riuscita a dire: “Tranquilla, non hai nulla!”.

“In che senso non ho nulla?”, le ho risposto, sempre più stupita.

E lei, tra le lacrime, ha bofonchiato: “L’ho vista benissimo (la “cosa”), mentre cadevi, non hai neanche le emorroidi…”.

Allora ho cominciato a ridere anch’io, mentre lei insisteva: “Sì, le ho viste benissimo: sono rientrate! (le emorroidi)”.

Bene, da quel giorno non ho più potuto sedermi davanti a Anna, perché lei cominciava a ridere e parlare delle emorroidi.

A un certo punto ci si è messa anche sua madre a parlare delle mie emorroidi (rientrate), e alla fine abbiamo deciso di proporre alla comunità scientifica una nuova modalità di visita di procto-ginecologica.

La paziente viene messa su una seggiola con una gamba rotta, e crolla all’indietro durante la visita (velocissima).

Il medico, se è di mano lesta, riesce anche a infilare nella “cosa” il bastoncino del Pap Test, e nel giro di mezzo secondo la paziente riceve un responso sullo stato delle sue mucose.

Tutto questo, siccome siamo ancora in fase sperimentale, sarà assolutamente gratuito.

Si cercano volontarie.

One thought on “Un’involontaria visita ginecologica (sempre nel campo nudista)

  1. Francesca ha detto:

    Cose che capitano alla fine è bello così farsi una risata tra amiche, la cosa importante è che non ti sia fata male =D

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