Vintage post: la mattina dell’impiegata

Quando ho cominciato a bloggare non mi leggeva nessuno.
Adesso mi leggono in pochi.
E oggi ho fatto i lavori pesanti (lavatrici, eccetera).
E non ho voglia di scrivere.
Propongo un Vintage Post: vecchi post che non ha letto NESSUNO.
Se a qualcuno va di leggerlo….
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Ecco la mia vita. Così cominciano TUTTE  le mie giornate…

 6:45
Sveglia. Buio, molto buio. Riscaldamento autonomo spento per risparmiare. Diciotto gradi al massimo.
Radiosveglia impostata su Radio Maria. Così DEVO alzarmi per spegnerla.Il concetto di “poltrire a letto ascoltando Radio Maria” non è ancora   stato inventato.

 6:48
Colpo di reni! Fuori dal letto e sotto la doccia! Qui la storia comincia a migliorare. Bello stare al caldo: mi insapono tutta per benino, testa sotto l’acqua calda,  poi capisco che sto facendo tardi….

7:00
Secondo colpo di reni! DEVO uscire dalla doccia se voglio svegliare mio figlio. Mi infilo l’accappatoio e cerco il fon nel casino dell’armadietto del bagno.

7:15
Vestita e asciugata, accendo il riscaldamento e entro nella stanza dello studente di prima media che ronfa puzzolente sotto il piumone. Non si lava da almeno cinque giorni e l’ultima moda è dormire con le calze. Puzzolentissime anche loro.
Prima ci provo gentile: “Tommaso, sono le sette e un quarto…”. Lui fa finta di niente, anzi si copre la testa col piumone, come per dire: “Non vedi che sto dormendo: cosa vuoi da me?”.
Ci riprovo gentilmente per l’ultima volta: “Sono le sette e un quarto, su, alzati…”. Lui allora mi tira un calcio – secco, netto, bruto – col piede calzato nel pedalino fetido. Gli strappo il piumone di dosso, urlando: “Vieni fuori da lì, esci, sei un verme, sei un verme!”.

7:16
Inizia la rissa. Lui, il pre-adoloscente, cerca di riprendersi il piumone, e io scappo fuori dalla stanza, tenendo in mano il piumone. Non voglio che ci sentano urlare i vicini del piano di sotto, che si sono lamentati, perché  hanno un bambino piccolo che dorme nella camera sotto quella di Tommaso e si sveglia tutte le volte che litighiamo. Il pre-adolescente esce allora dalla camera da letto, inseguendo il piumone. Lo lancio sul divano – il piumone – mentre il pre-adoloscente grugnente-puzzolente ci si infila sotto.

7:18
Tiro fuori il latte dal frigo, lo verso in un piatto assieme al Nesqueek e ai cornflakes, poi, con un colpo secco, gli strappo via il piumone. Ricomincio a urlare: “Mangia, adesso, mangia! È tardi, farai tardi!”.
Tengo il piumone in mano, come la cappa di un torero, per spingerlo verso il tavolo, proprio di fronte al divano. Tommaso allora si siede e, come premio, gli rimetto il piumone sulle spalle.
Il pre-adoloscente comincia a mangiare facendo il rumore di un branco di maiali al trogolo. Mastica a bocca aperta e succhia il latte dal cucchiaio. Lo fa apposta a mangiare così, perché sa che non lo sopporto.
A questo punto mi ributto in camera sua: raccolgo libri, quaderni, penne, matite sparse e infilo tutto dentro la cartella. Poi comincia la caccia al tesoro dei pezzi del computer persi in giro per la casa. Tommaso è dislessico e deve portarsi a scuola il computer, di cui semina caricatore, mouse, pile per il mouse, eccetera, in tutta la casa.
Raccolgo i vestiti sporchi e li porto nella cesta del bagno, poi torno in camera a prendere quelli puliti e glieli porto in sala.

 7:30
Il verme è di nuovo sotto il piumone, sul divano della sala. Ricomincia il corpo a corpo per riuscire a portaglielo via. Ci riesco: ho afferrato il piumone e gli ho messo in mano i vestiti. Seguono dieci minuti di grida miste, inframmezzate da: ”Vestiti!” e “Lavati i denti”. Il bambino del piano di sotto si sveglia del tutto, nel caso in cui non l’avesse ancora fatto.

 7:45
Siamo davanti alla porta di casa. Lui sostiene che IO abbia dimenticato di mettere qualcosa nella sua maledetta cartella. Non vuole uscire, resiste: “Hai messo il diario il cartella? Hai firmato l’avviso? E il mouse, hai trovato il mouse?”.
Urlo: ”Fuori, vai fuori di qui!”.
Tommaso esce. Chiudo la porta. Lo sento scendere le scale con la cartella che rimbalza su ogni singolo gradino. È un inutile dispetto da pre-adolescente,  lo so, ma così sveglia fino all’ultimo condomino. Amen. Non lo posso ammazzare.

 7:46
Faccio finalmente colazione io. Alle nove devo essere in ufficio. Ho trenta minuti per spararmi fuori di casa, e altri quarantacinque per arrivare a destinazione. Tracanno il Nescafé con l’acqua scaldata nel forno a microonde….

To be continued…

5 thoughts on “Vintage post: la mattina dell’impiegata

  1. Francesca ha detto:

    La sveglia Radio Maria va brevettata, altroché. Domani la imposto, nel dubbio, giusto per controllare che funzioni, ma ho pochissimi dubbi a riguardo. Attendo il seguito 🙂

  2. paola ha detto:

    Cosa vuoi che ti dica ?
    Che
    1) la cartella gliela devi far fare a LUI la sera prima
    2) che alla seconda chiamata e al primo calcio gli arriva una secchiata d’acqua così anche si lava (lo so che poi si bagna il materasso, ma si tratta di farlo una volta e poi campi di rendita per un anno)

  3. Viola Veloce ha detto:

    Sai, paola, ci sono dei giorni che vorrei assoldare quei bei questurini asiatici che ti danno i colpi di canna (come a Singapore). Mi immagino di fargli infliggere da altri solenni punizioni, ma poi, io, femmina, non ce la faccio.
    La punizione è una roba da padri, da maschi, la femmina non ce l’ha nel DNA.
    Ma secondo me non ce l’ha neanche il Signor P.
    Che non è poi così maschio dentro…

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