Gli stronzi e i social network

I social network sono un formidabile paravento per gli stronzi.

Ti puoi inventare una quantità infinità di nomi falsi, collegati a falsi indirizzi email, e poi impestare il web di cattiverie e schifezze sul conto di qualcuno che non ti è simpatico, senza correre guai di nessun tipo.

Puoi inventarti  dei nick cretini da bimbominkia e usarli per infastidire tutti quelli che non ti piacciono.

Certo, se usi parole pesanti e diffamanti, allora il perseguitato può rivolgersi alla Polizia Postale e fare una denuncia.

Ma spesso i perseguitati sono dei ragazzini, o delle ragazzine, che non sono così smart da entrare in un Commissariato per denunciare un “amico” che li insulta su qualche social network.

Ma anche agli adulti può capitare di trovarsi qualche stronzo che, protetto dall’anonimato, parla male di lui o fa commenti cattivi su quello che dice o scrive.

Nel mio caso, mi sono trovata una lunga lista di insulti e parole cattive su Amazon, scritte da utenti che nascevano (e morivano) solo per postare quell’unico malevole commento.

Un utente che fa un unico post – su di me, ma capita anche ad altri autori – è un utente “falso”.

Non è uno dei critici “social” – ce ne sono tanti, alcuni bravissimi – che postano i loro commenti sui social network.

I critici “social” scrivono bene, sono prolifici, e non scompaiono dopo aver postato un’unica critica malevola.

Tutto questo è triste e meschino, e non vorrei essere al posto di chi passa le serate a imbrattare il web per sfogare la sua invidia o qualche altro vizio capitale.

I cattivi sentimenti sono brutti e imbruttiscono chi li prova.

Ma il web ha un lato oscuro, del quale dovremmo forse informare i nostri figli.

Perché uno stronzo – sul web – prima o poi lo incontrano tutti.

E non è facile difendersi dallo stronzo anonimo.

Io sono un’adulta, e me ne sbatto, ma un ragazzino, no, potrebbe soffrire moltissimo.

La cattiveria è uno di quei sentimenti indecifrabili per chi non è cattivo.

Solo lo stronzo capisce le ragioni di un altro stronzo.

Le brave persone, invece, non capiscono lo stronzo.

Ma rimangono delle brave persone, anche se uno stronzo cerca di dargli fastidio.

Per favore, ignoriamo gli stronzi.

5 thoughts on “Gli stronzi e i social network

  1. Sono assolutamente d’accordo. Sono la versione più recente dei troll, per i quali vale sempre la regola di non dare loro “da mangiare”. 😉

  2. Giulia Beyman ha detto:

    Per chi scrive, come noi, è quasi un passaggi obbligato. Prima o poi, sulle recensioni di Amazon, uno lo trovi.
    Sono come le malattie esantematiche dei bambini. A un certo punto ci devi passare.
    Usano un account ‘fake’ e invece di commentare offendono. Non è difficile riconoscerli.
    Certo, rimanere indifferenti non è facile.
    Ma poi pensi che vita grama deve essere la loro.
    Alla fine sai che comunque stai meglio tu. La tua vita è esposta ai venti, ma è pur sempre la ‘tua’ vita. E non dipende mai dal male che fai a qualcun altro.

  3. Francesca ha detto:

    Non posso non essere d’accordo.
    Facebook e l’ambiente social talvolta acuisce il problema di chi patisce la vuotezza della vita moderna; poi finisce che molti siano portati a pensare che postare qualcosa risolva tutti i problemi relazionali, solo cercando approvazione o qualche conferma derivante dall’insulto gratuito. Che poi, c’è dell’eroismo a offendere e dileguarsi. Quando ci si stanca di mendicare attenzione, magari ci si sfoga. Magari col primo che capita. C’è anche questo purtroppo, di questi individui ne ho pure conosciuti di persona al di fuori della rete e non sono una grande compagnia. Capisco che la vita non ti sorrida, non lo fa nemmeno a me (casomai ghigna, quello parecchio), ma possibile che tutti siano così disprezzabili?

  4. Lexla ha detto:

    Fenomeno già riscontrato.
    Prima di tenere il blog qui lo tenevo su una piattaforma che è stata chiusa. Splinder.
    Il mio blog di allora faceva ridere, come questo, raccontavo anche li le stupidaggini che mi chiedevano i clienti in negozio. Era un blog molto frequentato, ne ero felice e orgogliosa, non tanto per la fama o il fatto di avere tanti utenti, ma perchè sapevo di donare un sorriso alle persone che venivano a leggere, lo sentivo nei commenti e nei messaggi privati ed era davvero bello. Poi a qualcuno ha iniziato a dare fastidio, forse per invidia, chissà, prima parolacce, poi commenti sgradevoli sul mio modo di scrivere, poi insulti su quanto, cito testualmente “fossi puttana” sul blog del mio fidanzato, sempre ovviamente da “utente anonimo”, eh già, perchè su splinder purtroppo non eri nemmeno obbligato a fare lo sforzo di farti un fake, potevi commentare direttamente anche come anonimo. Inizialmente gli rispondevo, mi arrabbiavo un sacco, e anche i miei utenti gli rispondevano di rimando, poi ho iniziato a ignorarli e ho pregato le persone di fare lo stesso, dopo un po’ si sono stufati, ma a volte non è così semplice, specialmente per i casi di bullismo su facebook che di solito vengono perpetrati da persone che si conoscono nella realtà e che spesso sono compagni di classe delle loro vittime.

  5. Viola Veloce ha detto:

    Ciao Lexla, sei una vera scoperta. Ho visto il tuo blog, molto ben scritto. Su WordPress, il primo post deve essere approvato dall’autore (credo che sia impossibile sfuggire a questa regola), e puoi cancellare quello che non ti piace. Ma le piattaforme su cui girano i blog si sono evolute. Non credo invece che sia possibile cancellare commenti sgradevoli su facebook (li puoi segnalare e li devono cancellare loro), così come non puoi dire nulla a quelli che ti mettono una stelletta su Amazon.
    Si capisce sempre che sono dei Fake, perché quasi sempre compare un’UNICA critica malevola al tuo libro, e poi più nulla.
    Nel mio caso, so anche chi è la regista di molte delle stellette Fake, ma la lascio perdere.
    Certo, quando ti esponi su un Social Network, sai che devi avere le spalle larghe.
    Lo stronzo lo becchi sempre.
    Ma alla fine gli stronzi finiscono male, se non fanno grossi guai prima.
    Si fanno un sacco di nemici, e prima o poi trovano qualcuno che gli tira una schiopettata.

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