Una morte lentissima

Forse non tutti sanno che la ricerca farmaceutica è concentrata sui farmaci che possono essere somministrati per ANNI.

Malattie croniche, quindi.

Alle industri farmaceutiche piacciono i pazienti che prenderanno un farmaco anche per vent’anni.

Gli antibiotici che utilizziamo, invece, vengono somministrati solo per qualche giorno e sono MOLECOLE vecchie, sulle quali si fa poca ricerca.

Il risultato è che oggi la vecchiaia è la MALATTIA CRONICA che piace di più alle case farmaceutiche.
Malattia generica e multifaccia che viene trascinata per molti e lunghissimi anni, durante i quali si muore LENTAMENTE.

Ci sono due modi per invecchiare, oggi, e quindi di morire.

Nel primo, le cellule cerebrali vengono deteriorate da qualche malattia come la demenza o l’Alzheimer, e il povero vecchio finisce in qualche ospizio dove verrà trattato più o meno bene, e dove camperà in uno stato psichico alterato per MOLTI anni.

Ho chiesto spesso ad amici che avevano i genitori malati di Alzheimer se avevano l’impressione che i loro cari soffrissero, e ho sentito tante e diverse risposte. A volte sì, sembra che soffrano, a volte no: sono inconsapevolmente felici, come lo può essere un bambino di due anni.

Poi, c’è un altro modo di invecchiare. Quello in cui il corpo si sgretola mentre le cellule cerebrali rimangono relativamente integre.

In questo secondo caso, l’anziano continua a ragionare come potrebbe farlo un cinquantenne, ma non si può muovere, sta male, si sente stanchissimo.

Un supplizio che agli antichi romani – torturatori di professione – non veniva comminato, perché allora sopravviva solo chi era SANISSIMO, visto che non c’era ancora la ricerca farmaceutica.

Insomma, noi oggi abbiamo la fortuna di poter crepare lentamente, se diventeremo vecchi.

Se sia veramente una fortuna, lo sa solo Iddio.

Certo non eravamo stati programmati – noi figli – per vedere morire così lentamente i nostri genitori, o i nostri nonni.

Una volta la morte arrivava veloce e si prendeva chi voleva senza fare troppe storie.

I figli assistevano i genitori per qualche mese o al massimo pochi anni.

Oggi invece non è più così.

Morire è diventato complicato e morire fa paura a tutti.

E così prenderemo anche noi i farmaci allungavita.

Anzi, allungamorte.

Ops, sono di nuovo un po’ depressa…

(Ma su Amazon i miei ebook non vanno malaccio…)

5 thoughts on “Una morte lentissima

  1. paola ha detto:

    Per fortuna esistono i nostri reparti di ospedale che con qualche omissione ad hoc , fanno crepare i vecchi un pò più velocemente.

  2. Wally ha detto:

    Proprio vero… lo ho visto orribilmente avvenire con i miei genitori e suoceri. Allora ho fatto tutte le complicatissime pratiche burocratiche, corsi, tiro a segno, ecc. e mi sono comprato una bella pistola….

    • Viola Veloce ha detto:

      Battuta meravigliosa, che sarebbe piaciuta a Flaiano. Sto ancora ridendo. Mi piace l’idea del suicidio terapeutico e legalmente preparato con anni d’anticipo. Conosci l’Italia, a fondo, anche se sei stato dappertutto.

  3. Zio Gio ha detto:

    giuste osservazioni

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