L’incompetenza del cafone

Il cafone, come il cretino, può essere descritto solo ricorrendo a qualche esempio comportamentale.

Proverò a spiegare cosa intendo per cafone.

Il cafone è in genere qualcuno con un’ottima e incrollabile opinione di sé, così profondamente radicata da non poterlo smuovere da una particolare forma di auto-ammirazione, che vorrebbe trasformare in aperta ammirazione anche da parte degli altri.

Il cafone, infatti, quando si trova faccia a faccia con un altro interlocutore, salta tutti i convenevoli – “Come stai?”, “Come va?”, “Dimmi qualcosa di te!” – ma parte dritto a parlarti di sé.

Credo che la forma di maleducazione suprema consista proprio nell’ignorare l’altro.

L’altro – l’interlocutore del cafone – esiste solo quando viene trasformato in uno specchio nel quale il cafone si può ammirare.

Il cafone, infatti, adora che gli si lecchi il culo, e non capisce se ha di fronte un manipolatore che il culo glielo lecca per fargli fare quello che vuole LUI. 

Il cafone può farsi fregare da qualcuno più furbo di lui, anche se tendenzialmente il cafone tende a raggiungere posizioni di potere, proprio perché è sufficientemente immorale da sfruttare il lavoro degli altri a proprio uso – per esempio in un’azienda – o magari attribuirselo direttamente: “Questo l’ho fatto io!”, quando l’avete fatto voi, poveri tapini educati.

Ma se ci dimentichiamo per un attimo delle aziende e della pubblica amministrazione, e riflettiamo sull’essenza stessa del cafone, la prima conclusione che dobbiamo trarre è che la cafonaggine si basa in genere su una discreta incompetenza tecnica.

Il cafone è così intento ad ammirarsi e a fottere gli altri, da non avere il tempo di coltivarsi.

In genere, infatti, il cafone è quasi sempre un incompetente, e può quindi fare una discreta carriera in un’organizzazione.

Ma il cafone diventa pericolosissimo se svolge professioni delicate come per esempio quella del medico.

Tutti medici sbruffoni che ho conosciuti erano generalmente degli incompetenti, mentre i medici migliori che ho conosciuti erano profondamente gentili e empatici con l’altro.

Ma tutte le persone che ho conosciuto e che erano brave a fare il loro lavoro sapevano ASCOLTARE chi avevano di fronte ed erano generalmente capaci di stabilire una relazione positiva con l’interlocutore.

Non si può imparare nulla di nuovo se si ritiene di sapere già tutto.

L’ascolto empatico è quindi alla base di ogni forma di auto-miglioramento.

Non vorrei sembrare la zia Pina, ma devo rilevare come oggi sia passato di moda essere gentili.

Evitate però di farvi mettere le mani addosso da un chirurgo che vi dice di essere il migliore nel suo campo.

Vi farà a pezzi e nasconderà il vostro cadavere in un cassonetto.

(A proposito, un cadavere va nell’UMIDO o nell’INDIFFERENZIATO, per tornare a un vecchio tema che mi è caro?)

4 thoughts on “L’incompetenza del cafone

  1. Nicola Losito ha detto:

    La tua definizione di cafone non mi convince molto.
    Dal dizionario Devoto-Oli traggo che “cafone” è un termine nato nell’Italia meridionale che significa contadino, persona grezza, grossolana, villana, incivile.
    Oggi cafone è diventato sinonimo di maleducato, di persona priva di bon ton. Colui che mangia il pollo con le mani e fa la scarpetta con il sugo, insomma come faccio io quando sono a casa da solo… 😀
    La persona di cui parli nel post e che non è piacevole da incontrare, è un tipo supponente, arrogante, presuntuoso, spocchioso, superbo, saccente… insomma il classico vanesio che non vede oltre se stesso ma, inspiegabilmente, riesce sempre a fare carriera nelle aziende.
    Cordiali saluti.
    Nicola

  2. Francesco ha detto:

    Buonasera.
    Penso anche io, come Nicola Losito, che al termine “cafone” sia oggi attribuito un significato diverso da quello originario.
    Nel post è stato detto tutto.
    A questo punto aggiungo, per essere diversamente cafone, che l’acconciatura è orribile.
    Per concludere in bellezza mi avvalgo della facoltà di usare una faccina. 😀

  3. Viola Veloce ha detto:

    Sì, forse la mia definizione era incompleta. Nel senso che il superbo e il saccente sono in genere anche cafoni, e cioè maleducati e prepotenti.
    E chi è maleducato, cafone e prepotente è spesso anche un incompetente.
    Dai medici gradassi che si fanno intervistare in televisione sostenendo di essere i migliori nel loro campo, non mi farei tagliare le unghie (dei piedi).

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