Nuovi mestieri: il marketing del self-published

In questi giorni sto continuando a insistere con Wirton Arvel, perché cominci a offrire i suoi servizi nel mondo del self-publishing. Ho fatto questa proposta anche a Rita Carla Francesca Monticelli, perchè anche lei smanetta parecchio.

Wirton, per esempio, continua a pubblicare (nei forum di Facebook) dei trattati su Twitter incredibilmente interessanti e sta addirittura mettendo a punto una specie di App artigianale per fare girare i suoi post sui vari Social.

Ordunque, quello del pubblicitario è un mestiere onesto, come ho più volte sostenuto, perché la pubblicità consiste nel fare sapere che esiste un determinato prodotto, e quali sono le sue caratteristiche.

Naturalmente non è onesto dire che una merenda per bambini, piena di conservanti, fa bene alla salute perché gli hanno aggiunto un po’ di vitamine, ma in generale, senza pubblicità, nessuno riuscirebbe a vendere nulla.

Non si spiegherebbe perché i grandi marchi italiani della moda continuano a fare pubblicità, anche se sono conosciuti in tutto il mondo. Se Armani smettere di comprare spazi pubblicitari, nel giro di pochi mesi diventerebbe una boutique di Milano, conosciuta da pochi e affezionati cultori dello stile semplice e pulito di Armani.

Non voglio con questo sostenere che il mondo nel quale viviamo è bello e giusto, e che è cosa buona e doverosa spendere milioni di euro per convincere la gente a comprare una cintura, ma non possiamo tornare indietro ai tempi del baratto.

Anche sui Social si può fare ADV, come cerca di fare Wirton, e cioè cerca di trovare un modo per parlare in giro dei prodotti che lo interessano: i libri.

Ma avvisare i lettori della pubblicazione di un nuovo ebook non è facile.

Primo, perché ormai sul mercato digitale c’è una grossa concorrenza.

Secondo, perché sul mercato digitale, ci sono margini bassi, e quindi budget molto bassi da investire in ADV,

La potenza dei Social nasce proprio da qui: se a qualcuno piace il tuo prodotto, lo condividerà gratuitamente, di sua spontanea iniziativa.

E quindi il tuo piccolo investimento iniziale potrà “rendere” molto di più se viene veicolato da un social network, che non nel caso in cui tu compri una pagina di giornale o un cartellone pubblicitario.

Insomma, credo che uno dei mestieri futuri potrà essere quello del promoter di autori autopubblicati.

Non ci saranno grandi budget a disposizione, e chi farà il promoter dovrà essere un veloce e svelto smanettone, capace di inventarsi un marketing creativo e social.

Perché scrivere un libro e metterlo online su Amazon è forse la cosa più facile da fare.

Quella più difficile è come far sapere che l’hai pubblicato…

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One thought on “Nuovi mestieri: il marketing del self-published

  1. Nicola Losito ha detto:

    Nel mio piccolo, lunedì, farò pubblicità gratuita ai tuoi tre e-book nel mio blog.
    Servirà? Non servirà?
    Chi può saperlo? 😀
    Ciao
    Nicola

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