Stanchezza digitale

No, non sono nata digitale, ma lo sono diventata.

Senza il web, io e Tommaso saremmo morti di fame, perché non avrei potuto fare la spesa online.

Senza il web, non sarei potuta andare in vacanza, perché avrei dovuto prendere chissà quanti giorni di ferie per prenotare treni, autobus, piazzole in campeggio.

L’elenco è lungo, lunghissimo, perché ho appena comprato a Tommaso delle pellicole per il suo cellulare su Amazon, poi  ho prenotato su Booking.com un albergo (devo andare da un dentista fuori Milano) che costerebbe 120 euro, ma grazie a non so quale sconto web, l’ho pagato solo 60.

Ho anche scoperto come fare per arrivare a Lovere (dove si trova il dentista), e ho salvato gli orari come PDF su Chrome e li ho quindi salvati su Google Drive per trovarmeli già pronti quando sarò in viaggio.

E poi ho aiutato Tommaso a fare le mappe logiche su Cmaps, un programma americano che devono usare i dislessici.

Durante il giorno, ho lavorato, e cioè sono stata svariate ore davanti a un PC.

Insomma, grazie al web – ma questa è l’acqua calda – possiamo molte più cose di una volta, e nel mio caso particolare, grazie al web ho potuto lavorare a tempo pieno (guadagnando un intero stipendio), senza aver bisogno di mantenere una moglie che si occupasse di dar mano alla casa, come diceva Pavese. E di pagare le bollette in Posta o andare in banca a ritirare un libretto degli assegni.

Una donna oggi può sopravvivere – grazie al web – anche con un impiego a tempo pieno, mentre invece, fino a pochi anni fa, un lavoro a tempo pieno sarebbe stato incompatibile con la vita “familiare”.

Vorrei solo dire una cosa: alla fine delle mie giornate sono stanca.

Forse perché non sono nata digitale, o forse perché faccio due vite al posto di una.

Ma sono stanca. Questo non lo posso negare.

2 thoughts on “Stanchezza digitale

  1. Alessandra Donnini @aleendo ha detto:

    Cara Viola io forse ho capito perché. Io ci mangio con il web, lavoro nell’informatica e con il web e l’informatica fai le cose sempre più velocemente, quindi fai sempre più cose, sempre più velocemente, sempre di più… E alla fine sei in una trappola mortale in cui ti rendi conto che forse è bello fare la spesa con Tommaso, o metterci tanto tempo a prenotare, perché anche quel momento in cui prenoti insieme a Tommaso è un po’ vacanza. Insomma ogni tanto bisogna prendersi dei momenti lenti.

  2. Viola Veloce ha detto:

    Ciao alessandra, sì, pensa, volevo parlare della lentezza. Credo che sarei morta se in questi anni non avessi fatto delle vacanze lentissime in un sonnacchioso campeggio naturista croato per anziani tedeschi. E’ in quel campeggio che sogno di andare quando finalmente sarò libera da tutto: figlio e lavoro. Senza più fare nulla. NULLA!

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