Un’altra impiegata smanettona

9623ae60bb9ac778a1fa9992ae85a0a1I social network non sono altro che l’espansione delle dimensioni del campione statistico rappresentativo delle persone che hanno qualcosa in comune con te.

Questa è la definizione: “un campione è rappresentativo nella misura in cui costituisce un modello in scala della popolazione, capace di fornire un immagine fedele della sua struttura, delle sue proporzioni e della sua articolazione interna”.

Sui social siamo tutti profilati – volenti e nolenti – e siamo parificati nel senso che i social network, al contrario delle aziende, non sono gerarchici.

Hai un nome (vero o falso, chi lo sa). Punto.

Non sei codificato all’interno di un sistema gerarchico.

E se sei su Facebook, chiunque può scriverti sulla chat di Messenger. Così come tu puoi scrivere a chi ti pare.

Su social più recenti – come Twitter – non devi neanche chiedere “l’amicizia” per commentare il post di un altro.

Lo fai e basta.

Il mondo è diventato orizzontale ed è probabile che il tuo vicino di scrivania – sui social – ti assomigli.

E così, qualche giorno fa, mi ha scritto sulla chat di Facebook, un’impiegata, blogger, con un figlio – uguale a me! ‒ che aveva letto il mio libretto.

Ci siamo velocemente salutate e poi siamo immediatamente partite per cercare di risolvere un problema che Stefania Nardi aveva con i suoi blog su WordPress.

Ce l’abbiamo anche fatta – molto velocemente – e poi ho pensato: se la intervistassi?

Mi assomiglia per davvero. Chissà cosa ne pensa di tutte le ore che passiamo sul web invece di fare la pasta al forno o lavare i vetri.

Ecco l’intervista – non molto seria – a Stefania.

 

Quante ore passi sul web al giorno? 

Un’ora di pausa pranzo (c’è chi commette omicidi e chi scrive) e in media tre ore dopo cena.
In genere la sera aspetto che tutti dormano e che sia finito il film in streaming, poi inizia la vita virtuale.


Quante battute scrivi in media in una settimana?

Sicuramente meno di quante ne dico e ne penso.
La continua battaglia col sonno, impone dei ritmi lenti di scrittura.

A cosa rinunci per scrivere e smanettare? Film, libri, serate con gli amici?

Il film lo vedo prima di smanettare, gli amici li frequento nel fine settimana, i libri riesco a leggerli spesso in bagno e più raramente a notte fonda, e li alterno con i fumetti (Ah, ho già detto che sono una fumettofila?).


Riusciresti a tornare al bel vecchio filmettino in televisione, dopo gli anni di ATTIVO smanettamento?

C’era un tempo in cui prima di dormire, sorseggiavo mezzo calice di vino davanti alla TV.
C’era un tempo in cui c’era qualcosa da vedere in TV.
C’era un tempo in cui l’ADSL non esisteva e perdevi la pazienza nell’attesa che si caricassero le pagine.
C’era un tempo in cui non c’era tempo per smanettare.
Ora non c’è più tempo per non smanettare, non credo di essere ad un livello di dipendenza tale da compromettere la mia vita, ma il virtuale è ormai parte della mia (nostra) vita reale e molte vicende sono legate a questa parte di vita.
Il Blog, i social, fa tutto parte di una rete che ormai esiste, e rinunciare sarebbe come escludere una parte della vita stessa…. dunque mi adatto alla mia epoca, e cerco di viverla nel modo più sano e stimolante che esista.

No, non sento la mancanza del vecchio filmettino, nella parentesi virtuale c’è più interazione e meno inebetimento, sempre che non permettiamo di farle prendere il sopravvento sull’INTERA vita.


Perché dedichi tante energie a progetti creativi e solitari come i tuoi blog?
Il web è pubblico, ma nasce nelle nostre stanze al buio, di sera, quando siamo soli davanti al Pc.

Mi faccio spesso la stessa domanda, e mi do sempre la stessa risposta: perché ho necessità di sfogarmi creativamente.
Faccio da tanti anni un lavoro che non mi piace, che non mi appartiene, che mi imprigiona in una stanza incolore.
Scrivo da una vita, dipingo, creo. In passato ho suonato, cantato (conto di farlo nuovamente). Ogni sfogo creativo mi permette di sentirmi nella mia dimensione, libera e in continuo movimento, come recita il sottotitolo del mio Blog di scrittura “Impiegata per vivere, scrittrice per resistere”.


Tuo figlio, tuo marito, si lamentano del fatto che stai tanto tempo davanti al Pc?

Mio marito sa da sempre che deve rispettare i miei spazi, come io rispetto i suoi, e sa che ho bisogno di questo.
Mio figlio viene prima di tutto il resto, cerco di coinvolgerlo nelle mie passioni.
Mio figlio è uno dei motivi che mi ha spinto ad aprire i Blog, credo che per un figlio sia importante vedere i genitori appassionati per qualcosa e non solo obbligati ai ritmi quotidiani imposti.
Per mio figlio ho scritto alcune favole, gliele ho lette, gli leggo libri da quando era molto piccolo, ora ha 6 anni e già da un paio legge da solo migliorando sempre di più. L’ho anche coinvolto in un progetto di scrittura a coppia, lui inventa le storie e io le trascrivo in forma grammaticalmente corretta cercando di costruirle insieme, questa cosa lo diverte molto e nei ritagli di tempo cerchiamo di portarla avanti.

 

La casa è molto sporca? Devi combattere anche tu contro le formiche? Hai qualche consiglio su come sterminarle?

La casa è mediamente sporca…faccio le pulizie in genere la sera e nel fine settimana, come tutte/i noi credo.
Inoltre seguo una personalissima disciplina Zen di meditazione che mi impone di non stirare…. basta stendere bene i panni, e ripiegarli schiacciandoli con precisione… devo perfezionarla sulle camicie.


Cucini bene o male? Ma, soprattutto, ti piace cucinare?

Cucino bene, mi piace cucinare.
Quando avevo tempo, facevo anche piatti elaborati… ora la mia creatività è a metà tra Chef Rubio e Bridget Jones, ma se ho amici a cena faccio la mia porca figura.

Ecco i blog di Stefania.

Un blog un po’ così.

I Fotolavori di Stefy.

 

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5 thoughts on “Un’altra impiegata smanettona

  1. stephymafy ha detto:

    Azz… e ora chi mi tiene più??? 😀
    Ribloggo ovviamente…piena di stima nei tuoi confronti e di orgoglio ritrovato.
    Mi piace la velocità tua e un po’ pure mia.
    Grazie infinite Viola, per l’intervista seria ma non troppo, e per tutti i suggerimenti che mi stai dando (credo che nei commenti non si possa grassettare, ma tu fai conto che io l’abbia fatto…)
    Un bacio.
    Stephy

  2. stephymafy ha detto:

    L’ha ribloggato su Un Blog un po' cosìe ha commentato:
    Me la tiro un po’.
    E’ capitato che ad una scrittrice bravissima, sia venuto in mente di intervistarmi.
    E’ capitato che ci siano tra noi una serie di cose in comune e un empatia, che mi hanno portata al colpo di fulmine.
    Capita che io vi proponga la lettura di questo bizzarro e “veloce” incontro.
    Grazie Viola Veloce, per la bella esperienza….quando lo rifacciamo??

  3. tramedipensieri ha detto:

    Wow…ragazze, quasi proprio come me. 🙂
    Buone cose
    .marta

  4. fabrizio ha detto:

    avvistata una bella donna ricciolina che cammina a mezzo metro dal suolo..e non è Marvel Girl (ho esagerato? si forse, ma posso fare di meglio.). Grande Stephy, che dimostra una passione che riesco solo a invidiare. Però una cosa, quando una donna scrive bene così, con un una classe e una naturalezza tale (ho esagerato? si forse, ma aiuta l’autostima), beh sapete come si dice? “va sul velluto”. E in ogni caso a noi lettori avere la possibilità di condividere anche in piccola misura le tue passioni ci fa solo più ricchi (si, ora ho davvero esagerato).

  5. Viola Veloce ha detto:

    Come tutte le impiegate smanettone e notturne, rispondo con il ritardo dovuto. Di sera, naturalmente, e con i pensieri che hanno perso la trama. Ciao anche a tramedipensieri. Siamo tutte un po’ bollite.

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