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Macedonia di fragole e cozze: un dislessico nella scuola media italiana

Sono la fortunata madre di un ragazzino dislessico – non grave, ma dislessico – che sta finendo di fare la seconda media.

Forse l’ho già scritto da qualche parte: i dislessici sono gli “asini” di una volta, quelli che scrivevano scuola con la q e non si ricordavano la data della “Breccia di Porta Pia”.

Non so quali siano le cause neurologiche della dislessia, di cui soffro sicuramente anch’io, seppure in forma non grave, ma so che i dislessici hanno poca memoria.

Anzi, non ne hanno per nulla se non riescono ad associare le nozioni “pure” – le date, per esempio – a qualche ragionamento che li aiuti a ricordare il dato da memorizzare.

Il dislessico usa insomma degli “stratagemmi” per ricordarsi di qualcosa, ma oggi, grazie a Dio, non c’è più bisogno di ricordare quasi nulla.

Basta avere uno smartphone: tutte le date e le nozioni del mondo ti stanno dentro una tasca.

Nel 2014, insomma, la data della “Breccia di Porta Pia” non va imparata a memoria.

Ma lascio l’argomento “nuovi metodi di studio” ai brillanti pedagoghi come Ken Robinson, per arrivare all’argomento che mi sta a cuore: la scuola media italiana.

Ordunque, i programmi della scuola media italiana si potrebbero riassumere in una parola: TUTTO!

Nella scuola media italiana si studia TUTTO (tranne un po’ di storia, riservata alle elementari: i soliti assiri, i romani, eccetera).

Alle medie si studia tutta la grammatica e tutta l’analisi logica.

Il programma di scienze comprende temi di fisica, chimica, anatomia, eccetera, trattati tutti con una terminologia che affronto a fatica anche io.

La geografia riguarda TUTTO il mondo e anche Storia dell’Arte è riferita all’intera e mondiale storia dei movimenti artistici.

Le insegnanti sono inoltre in perenne lotta tra loro perché ritengono che TUTTE le loro materie abbiano pari dignità, e quindi sui ragazzini vengono caricati montagne di compiti e vengono loro somministrate continue interrogazioni sui temi più disparati, in una confusa macedonia – di fragole e cozze – dove persino io che sono adulta faccio fatica a raccapezzarmi.

Tommaso studia addirittura un paio di secoli per volta, oppure due rivoluzioni alla volta. L’ultima verifica di storia che ha fatto riguardava la Rivoluzione Francese, quella americana e Napoleone.

E così il povero Tommaso, che è appunto dislessico e quindi dotato di scarsissima memoria, deve passare questi ultimi giorni di maggio chiuso in casa, a cercare di fissarsi in testa – ma solo per il tempo dell’interrogazione – un’abnorme quantità di argomenti che si dimenticherà il giorno dopo.

Entra Napoleone, esce la Digestione.

Esce la Digestione, entra l’Ariosto.

Esce l’Ariosto, entra il complemento indiretto (24 tipi di complementi), e così via, fino a quando non sarà finito il quadrimestre.

Che cosa resterà nella sua memoria profonda di TUTTO questo minestrone non lo sa nessuno.

L’unica cosa che sappiamo è che la scuola media italiana sta scivolando all’indietro nelle classifiche mondiali.

E forse sarebbe il caso di farsi venire qualche dubbio sui metodi e i programmi di studio.

La vasta, immensa e superficiale superficie dei programmi sta diventando l’ostacolo a una forma vera e profonda di conoscenza, dove i concetti vengono gradualmente e profondamente assimilati, per seguirti in TUTTA la vita.

Così, invece, Tommaso non si ricorderà nulla del magma mondiale del sapere, concentrato in tre anni di squola media.

 

 

 

 

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