Archivio mensile:giugno 2013

Prima nei Rosa e in ottima compagnia (sempre su Amazon)

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Ho sempre fatto la snob che legge Joyce e pensa che Nausicaa sia il capitolo più divertente dell’Ulisse.

Per intendersi, il capitolo è quello che inizia con: “La sera estiva aveva cominciato ad avvolgere il mondo nel suo misterioso amplesso”.

Bene, posso dire di avere superato il mio maestro.

Con la mia ottima qualifica – prima dei Romanzi Rosa gratis su Amazon – mi sono conquistata un posto nell’empireo delle schifezze, che avranno per lo meno il pregio – essendo degli ebook – di avere vita breve.

Supero infatti di una buona lunghezza “Cento sfaccettature di Mister Diamonds“, così commentato da un lettore:  “Questo libro o è stato scritto da cani oppure è stato tradotto da un cane. La storia non esiste e, a parte l’attrazione animale tra i due, regna il nulla più totale nella splendida cornice dei vigneti francesi“.

Molto meglio il commento che non il libro, e sono sicura che Joyce li avrebbe apprezzati entrambi.

Ma supero di molte lunghezze anche “Baby“, di tale Nina Kramer, la cui sinossi recita: ” Un uomo qualunque ha una donna meravigliosa, docile e sensuale, sempre pronta a soddisfare ogni suo desiderio, perfetta nella sua imperturbabilità. Ma la perfezione si sa, non è di questo mondo. Racconto erotico di 2750 parole. Tempo di lettura previsto: 15 minuti“.

Anche in questo caso, i lettori sembrano apprezzare sopratutto il fatto che sia breve.

Insomma, definirei la mia come una vittoria “senza se e senza ma“, ovvero totale, assoluta, inderogabile.

Ad maiora.

Com’è difficile essere social (2.0)

Scrivere tutto e il contrario di tutto è una caratteristica dell’uomo moderno digitale, sottoposto a troppe informazioni e troppi stimoli.

Ho appena tuonato contro il narcisismo digitale, ed ecco che vado su Amazon e trovo la seconda deliziosa – deliziosa?! – critica social al mio libretto.

Eccola: “Uno spaccato lucido e reale della vita di una donna che, totalmente assorbita dalla banale quotidianità del lavoro e della vita matrimoniale, cerca di dare una scossa alle emozioni, e… in qualche modo, ci riesce.
Scrittura brillante ed ironica, piacevolissima e divertente la descrizione dei familiari sbullonati e dei colleghi deliranti”.

Come dire: ritiro tutto quello che ho appena scritto!

Anzi, ammettiamolo, essere social è DIFFICILISSIMO!

Ci sono un sacco di scrittori laureati che non hanno una mezza critica sui canali online, oppure che ne hanno di schifose.
Perché il lettore/critico social non è marchettaro come i critici laureati dei giornali.

Scrive quello che vuole.

Ti stronca quando vuole.

Ti da del male, se vuole.

E tu sei lì, sulla tua crocetta social, ad aspettare le coltellate.

E quando non arrivano, sei contenta.

Sì, MOLTO contenta.

Narcisismo 2.0

Il web 2.0. – quello social, in cui tutti postano e commentano – di cui si parla ormai da tempi infiniti, ha dato la stura al narcisismo 2.0.

Fenomeno del quale sono assolutamente partecipe, visto che passo le serate a scrivere le mie stupidatine.
E a controllare le statistiche del blog (abbastanza miserevoli).

Con il web 2.0, ognuno parla di sé, dei figli, dei gatti e dei cani, e aspetta i “Mi Piace” e i “Commenti” degli altri.

Poi ne fa un po’ anche lui, di “Mi Piace” e “Commenti”, e controlla compulsivamente la bacheca per vedere se succede qualcosa.

C’è anche chi ha la passione di commentare gli articoli dei giornali: immense quantità di post a volte molto intelligenti, ma che cadono come pioggia nell’oceano.
Chi diavolo li legge?

E poi Twitter, il re dell’impermanenza, concetto caro ai tibetani, perché un Tweet che ha un minuto di vita e non viene immediatamente retwettato, è da buttare. Un ferrovecchio.

Che fine farà tutta questa roba? Me lo chiedo sempre.
Noi siamo i primi essere digitali della Terra – homo digitalis –  e abbiamo cominciato a usare il web quando TUTTO era gratis.
Adesso molto è ancora gratis, ma la pacchia non durerà così tanto. Non possiamo produrre pattume digitale per i prossimi cent’anni.

Anche perché non possiamo costruire Data Center dove archiviare quello che noi uomini e donne digitali – siamo milioni – stiamo scrivendo e pubblicando.
Prima o poi dovremo cominciare a buttare qualcosa.
Di quello che scriviamo su di NOI.

Chi leggerà i miei post tra dieci anni? O anche solo tra dieci giorni?
NESSUNO.

Vengo prima di Babbo Natale (su Amazon)

C’è sempre qualcosa di poco esaltante nell’autopubblicazione, che io peraltro caldeggio, essendo di animo anarchico e disobbediente.

L’ultimo libretto che ho autopubblicato è PRIMO sui ROSA gratis di Amazon, davanti a ebook che si chiamano: “Credere ancora a Babbo Natale”, ottimamente recensito dai familiari dell’autore. Cinque stelle piene. Tutte meritate.

Vittoria o intima sconfitta, quindi, quella del primo posto su Amazon?

La verità mi fa male, lo so.

Il mistero di Viola Veloce e Dalia Lentini

Chi è Viola Veloce? E chi è Dalia Lentini, a cui Viola ha dedicato il suo ultimo ebook?

Viola Veloce e Dalia Lentini sono due casalinghe-lavoratrici che nel (poco) tempo libero scrivono e editano libri autoprodotti.

Viola li scrive, mentre sgela il frigorifero, e Dalia li edita, mentre stira le camice ai tre maschi di casa.

Cosa vorrebbero fare VERAMENTE Viola e Dalia?

Diventare, Viola, una VERA scrittrice e, Dalia, una VERA editor?

No, perché sanno di scrivere/editare delle mezze porcate.

Quello che vorrebbero fare veramente, Viola e Dalia, è scappare di casa e scomparire PER SEMPRE.

Mai più il ferro da stiro, le riunioni del consiglio di classe, i compiti da fare con i figli, gli stupidi lavori dell’ufficio.

Esse vorrebbero andare molto lontano, e pregano i familiari di non cercarle MAI PIU’.

Ma prima di mettere in atto il loro criminoso e liberatorio progetto, invitano gli ottimisti a leggere GRATUITAMENTE  le loro oneste porcate.

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E se vi fa schifo, potete sempre darci UNA stella su Amazon e gridare al mondo la verità. Che è sempre amara.

Un marito GRATIS su Amazon (ma solo in ebook)

Lungi da me l’idea di scrivere capolavori.

Ho solo scritto un libro rosa CATTIVO.

Anzi un ebook cattivo, che parla di mariti e matrimoni.

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SANTA SUBITO! Ho sgelato il frigorifero!

Con 40 gradi all’ombra, mi sono decisa alla grande impresa.

Sapevo che col caldo sarebbe stata veloce.

Ho sgelato il frigo e l’ho pulito!

Non c’era più dentro quasi nulla, e l’operazione è stata abbastanza indolore (non butto mai nulla: gli avanzi vengono surgelati).

L’unica cosa che ho trovato, nascosta negli anfratti del freezer, è stata un numero imprecisato di confezioni (fatte da me) di petti di pollo da impanare.

Non potendo preparare un MEAT LOAF, ho quindi fatto un CHICKEN LOAF.

La ricetta era la seguente: petti di pollo, piselli surgelati, pesto dell’Esselunga, olive fresche che avevo comprato e surgelato, una mezza vaschetta di basilico (fresco) anch’essa surgelata, un po’ di pommarola in coppa per finire la bottiglia che avevo in frigo, e poi ho messo TUTTO dentro il MICROONDE.

Per non so quale coincidenza astrale, il PAPPONE è venuto BUONISSIMO.

Persino Tommaso, che usa il cibo (preparato da me) come motivo perenne di contestazione – “MAMMA, TI ODIO E CUCINI DELLE COSE SCHIFOSE! – l’ha mangiato.

Commento del preadolescente: “Come mai ti è venuto bene? Una coincidenza?”.

Sì, una divina coincidenza.

Ringraziamo la Provvidenza.

Consigli per novelle casalinghe di guerra

Mi raccontò un’amica, molti anni fa, di aver trovato un libro di ricette della nonna sulla cucina di guerra.

Il brodo di pollo veniva sgrassato con un foglio di carta oleata con il quale si faceva poi dell’altro brodo, dopo avere messo a bagno il suddetto foglio nell’acqua.

Bene, ci stiamo avvicinando a quel tipo di ricette.

La classe media italiana affonda, e io con lei.

Sono finiti gli anni delle spesone fantastiche con il frigo che scoppiava e il freezer inzeppato di carne.

FINITI.

Oggi, per sopravvivere, uso dei semplici accorgimenti.

Faccio la spesa quando il frigo è VUOTO. Non ci deve essere un limone. Finito anche il latte, TUTTO.

A questo punto, i miei acquisti si rivolgono verso i SOLI elementi basici della cucina nostrana: pasta, riso, pommarola, cipolle, mele nel sacchetto da due chili, banane, eccetera.

La frutta di stagione deve essere di stagionissima.

Compro le pesche quando arrivano all’euro e mezzo. Le albicocche a quattro euro al chilo mi fanno venire le extrasistole.

Anche la CARNE merita un capitolo a parte.

Basta con i nodini di vitello e le bistecche.

A casa mia entra solo carne di pollo o di tacchino.

I POLLI  SCAPPANO  quando mi vedono, sanno che fine gli faccio fare.

Quindi vi consiglio:

  1. il brodo di gallina, con cui si può fare anche il risotto,
  2. il semprevederde petto di pollo, dal quale ricavare deliziose cotolette,
  3. la “trita di tacchino”, con cui confezionare succulenti polpette.

E dopo anni di polli e tacchino, Tommaso, al mattino, quando si alza mi saluta con un bel: “Chicchirichì!”, al quale io rispondo con un allegro: “Coccodè!”.

Stay tuned: vi avviso quando inizierà la produzione di uova.

Uova “made in Italy”, prodotte da veri impiegati ruspanti, allevati a terra.

Mi avete convinto: valgo meno di un euro!

Non sono la regina del marketing editoriale, e ci solo sto provando.

Non mi posso certo comprare i giurati dello Strega.

Faccio delle sperimentazioni casalinghe.

Al posto delle crostate – adesso è caldo, un’altra scusa per non usare il forno – cucino delle campagne di marketing che più casalinghe non si può.

Sono arrivata alle prime e terrificanti conclusioni.

Per uno sfigato – come me – il lettore di ebook non è disposto a tirar fuori più di un euro.

Ho la prova: il libro è ripartito quando sono scesa a 0,99.

Di più non valgo.

Me ne farò una ragione.

La settimana delle tovaglie

Dalla prossima settimana, parte una nuova tornata di sconti favolosi.

Dopo le tovaglie in pausa pranzo, sarà in promozione – QUESTA VOLTA A ZERO EURO – un capolavoro della letteratura nostrana.

MARITI IN SALSA WEB.

Sempre su Amazon, sempre un capolavoro, sempre recensito BENISSIMO da tutti.

Fallisci meglio, diceva Beckett:  “Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.”